martedì 4 settembre 2007

22 AGOSTO 2007: ATTACCO A PATTUGLIA AD HERAT

Alle ore 18:30 circa locali, una Pattuglia del Contingente Italiano, nel corso di un’attività di perlustrazione nella Provincia di Farah, è stata fatta oggetto di alcuni colpi di armi leggere ed RPG da parte di forze non identificate. Il nostro personale che viaggiava a bordo di VTML, ha reagito al fuoco e si è successivamente disimpegnato. Su richiesta dei militari italiani sono giunti in zona elicotteri Mangusta per il supporto aereo. Nel corso dello scontro nessun militare italiano è stato ferito e non vi sono stati danni ai mezzi.

21 AGOSTO 2007: INCIDENTE AB AB212 IN AFGHANISTAN

Nel corso della mattinata un elicottero AB 212 dell’Aeronautica Militare, in normale attività di ricognizione tattica, per motivi tecnici in via di accertamento, è stato costretto ad un atterraggio d’emergenza a circa 12 km a sud est di Kabul. Nel momento dell’impatto al suolo il velivolo si è rovesciato su un fianco. A seguito di ciò, dei sette trasportati di cui quattro membri di equipaggio, in tre hanno riportato ferite di non grave entità. I tre militari lievemente feriti in seguito all’impatto durante l’atterraggio d’emergenza e ricoverati presso l’ospedale militare francese del Regional Command Capital in Kabul sono il Maggiore dell’Aeronautica Militare Roberto Fabbri, il Capitano dell’Esercito Italiano Nicola Castello ed il 1° Maresciallo dell’Aeronautica Militare Mauro Brischetti. I primi due hanno riportato rispettivamente escoriazioni diffuse ed una ferita alla mandibola suturata con tre punti. Rimarranno sotto osservazione nelle prossime ore mentre il 1° Maresciallo Brischetti ha riportato una frattura multipla alla gamba sinistra, già sottoposta ad intervento chirurgico, ed una lussazione alla scapola destra. Gli altri quatto militari, trasportati presso l’ospedale ceco dell’Aeroporto di Kabul sono il Colonnello dell’Esercito Italiano Fabrizio Bonaldi, dimesso in giornata, il Tenente dell’Aeronautica Militare Giacomo Dell’Amico con una lieve tumefazione all’occhio sinistro, il Caporalmaggiore dell’Esercito Italiano Vincenzo Bonaccorsi con escoriazioni diffuse ed il 1° Maresciallo Luogotenente dell’Aeronautica Militare Alfonso Caputo con postumi da shock. Rimarranno.

mercoledì 8 agosto 2007

SENTITE CONDOGLIANZE

Tutta la redazione del blog "Onore e fedeltà" si stringe attorno ai familiari e conoscenti del Paracadutista Eugenio Nigro, morto tragicamente nel tentativo di spegnere un incendio scoppiato nella tenuta di famiglia. Ciao Eugenio e... Folgore!

CASCHI BLU ITALIANI DOMANO UN INCENDIO IN LIBANO

Caschi blu italiani dislocati a Marakah, hanno contribuito a domare un incendio divampato in un’area compresa tra Jwayya e Al Majadel.Il fuoco, appiccato da alcuni contadini per bruciare delle sterpaglie, si è rapidamente allargato a causa del forte vento ed è sfuggito al controllo degli uomini. Le fiamme hanno rapidamente divorato una considerevole zona di alberi di ulivo e da frutta, raggiungendo la strada che congiunge l’abitato di Jwayya e Al Majadel, lambendone alcune abitazioni e minacciando anche una stazione di servizio carburanti. Il pronto intervento di unità dell’esercito libanese e dei Vigili del Fuoco locali, ha inizialmente rallentato la progressione del fronte delle fiamme. L’intervento dei paracadutisti italiani, dislocati nella base di Marakah, ha però consentito di domarlo definitivamente. I paracadutisti, intervenuti con le loro autobotti, hanno rifornito direttamente sul posto i mezzi dei Vigili del Fuoco che necessitavano di una ingente quantità di acqua.Il capitano Marco Santamarianova , comandante la compagnia paracadutisti che è intervenuta, è stato ringraziato dal comandante dei Vigili del Fuoco che gli ha espresso parole di compiacimentoe gratitudine, dicendosi onorato di aver potuto vedere “all’opera” gli italiani.

PARACADUTISTA DI LEVA MUORE NELLO SPEGNIMENTO DI UN INCENDIO

Cosenza-Era intervenuto, coraggiosamente e senza risparmiarsi, per spegnere l'incendio che minacciava il terreno agricolo di proprietà della famiglia, poi si è sentito male probabilmente a causa delle esalazioni di fumo ed è stato avvolto dalle fiamme che lo hanno carbonizzato. E' morto così Eugenio Nigro, 21 anni, militare che prestava servizio al Centro di addestramento di paracadutismo della Folgore. Suonava nella banda. Si trovava in licenza da pochi giorni, avrebbe dovuto trascorrere qualche giorno , ma si è trovato in una situazione impossbile.Le fiamme iniziano a svilupparsi nel primo pomeriggio sul costone opposto della collina. Eugenio Nigro interviene insieme al padre Salvatore, allo zio e al cugino per arginare il rogo prima che giunga alle piante di ulivo che si trovano sui terreni di loro proprietà. Il vento cambia improvvisamente e si avvicina con rapidità al campo agricolo. I quattro lavorano a gran ritmo, sparsi per un intervento più efficace. Ogni tanto alzano lo sguardo per controllare che tutto proceda bene. Ad un certo punto, però, all'ennesimo sguardo, spuntano solo tre teste. Eugenio non si vede. Iniziano a chiamarlo ad alta voce, ad urlare il suo nome, ma lui non risponde. Intanto l'incendio avanza impietoso. Parte l'allarme e le ricerche si fanno sempre più convulse fino a quando il suo corpo viene trovato in mezzo alle fiamme. Ha ancora le mani vicino al viso come in un ultimo, disperato, tentativo di pararsi dal fuoco. Quando, dopo molte ore, i vigili del fuoco con l'ausilio dei mezzi aerei riescono a spegnere il rogo lì intorno e si avvicinano, la scena è orribile. Il corpo del giovane è carbonizzato, in mezzo a quegli alberi che avrebbe voluto salvare. "Era entusiasta della vita militare. Aveva partecipato all'ultimo concorso per accedere alla scuola Sottufficiali dell'Esercito ed era in attesa dei risultati", dice l'addetto stampa del Centro, il Ten. Roberto Pagni. Terminati gli studi di Ragioneria, aveva seguito una vecchia passione, decidendo di partire volontario nei paracadutisti. Ma Eugenio aveva anche una sorpresa in serbo per la famiglia: si sarebbe presto iscritto a Economia e commercio. "Oltre all'incolmabile vuoto che il caporale Nigro lascia per la sua famiglia, grande è il cordoglio di tutto il personale del Capar - dice il ten Pagni- il Comandante e tutti i suoi paracadutisti esprimono, oltre al dolore per la perdita del collega, il loro sentimento di vicinanza alla famiglia Nigro"