Il 1° Maresciallo Giovanni Pezzulo, il 12 novembre 2003 scampò alla strage di a Nassiriya in Iraq: "Era a 50 metri dall’esplosione", ha raccontato un amico. In Afghanistan era distaccato nella FOB (Forward Operating Base), la base operativa avanzata di Surobi, a una trentina di chilometri a ovest di Kabul, sulla strada per Jalalabad. Un fortino in una zona considerata nevralgica e anche molto pericolosa. Questo isolato avamposto è retto, a turno, dai militari del Paese che hanno il comando della ;issione ISAF nella regione (adesso, l’Italia) ed è attualmente presidiato da uomini del CIMIC, del 185º Reggimento della Folgore e da Alpini Paracadutisti, cioè i Rangers di cui fa parte il Maresciallo Enrico Mercuri, rimasto lievemente ferito. Il fortino di Surobi è considerato dall’ISAF molto importante perchè strategico per il controllo della provincia di Kapisa, dove si trovano gruppi di talebani. E per un efficace controllo del territorio, l’attività umanitaria svolta dal reparto di cui faceva parte Pezzulo è considerata fondamentale in quanto consente di ottenere la fiducia della popolazione.
giovedì 14 febbraio 2008
mercoledì 13 febbraio 2008
CORDOGLIO DEL MINISTRO PARISI PER LA MORTE DEL 1° MARESCIALLO GIOVANNI PEZZULO
Il Ministro della Difesa, Onorevole Arturo Parisi, a seguito del decesso in Afghanistan del Primo Maresciallo Giovanni Pezzulo e del ferimento di un secondo Sottufficiale, ha inviato al Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Generale di Corpo d'Armata Fabrizio Castagnetti, il seguente telegramma:
"LA NOTIZIA DELLA MORTE DEL 1° MARESCIALLO GIOVANNI PEZZULO, AVVENUTA QUESTA MATTINA IN AFGHANISTAN DURANTE UNO SCONTRO A FUOCO CON ELEMENTI OSTILI, MI HA PROFONDAMENTE COLPITO.NELLA DOLOROSA CIRCOSTANZA, LA PREGO DI ACCOGLIERE I SENTIMENTI DI SINCERO CORDOGLIO DELLE FORZE ARMATE E LA MIA SENTITA PERSONALE PARTECIPAZIONE AL GRAVE LUTTO CHE HA COLPITO L'ESERCITO.VOGLIA FAR PERVENIRE AL SOTTUFFICIALE RIMASTO FERITO NELL'AGGUATO GLI AUGURI DI PRONTA GUARIGIONE ED AI SUOI FAMIGLIARI LA MIA PARTICOLARE VICINANZA".
Il Ministro Parisi ha inoltre inviato alla moglie del 1° Maresciallo Pezzulo il seguente telegramma:
"UNITAMENTE A TUTTO IL PERSONALE DELLE FORZE ARMATE, CHE SI STRINGE A VOI IN QUESTO DOLOROSISSIMO MOMENTO, PARTECIPO CON PROFONDA COMMOZIONE AL GRAVE LUTTO CHE HA COLPITO LA SUA FAMIGLIA. IL SUO CONSORTE, GENEROSAMENTE IMPEGNATO IN UNA MISSIONE DI GRANDE VALORE UMANITARIO, RIMARRA' PER SEMPRE NEL RICORDO DI CHI CREDE NELLA PACE E NELLA SOLIDARIETA' TRA I POPOLI. VOGLIA ACCOGLIERE L'ESPRESSIONE DELLE PIU' SENTITE CONDOGLIANZE".
"LA NOTIZIA DELLA MORTE DEL 1° MARESCIALLO GIOVANNI PEZZULO, AVVENUTA QUESTA MATTINA IN AFGHANISTAN DURANTE UNO SCONTRO A FUOCO CON ELEMENTI OSTILI, MI HA PROFONDAMENTE COLPITO.NELLA DOLOROSA CIRCOSTANZA, LA PREGO DI ACCOGLIERE I SENTIMENTI DI SINCERO CORDOGLIO DELLE FORZE ARMATE E LA MIA SENTITA PERSONALE PARTECIPAZIONE AL GRAVE LUTTO CHE HA COLPITO L'ESERCITO.VOGLIA FAR PERVENIRE AL SOTTUFFICIALE RIMASTO FERITO NELL'AGGUATO GLI AUGURI DI PRONTA GUARIGIONE ED AI SUOI FAMIGLIARI LA MIA PARTICOLARE VICINANZA".
Il Ministro Parisi ha inoltre inviato alla moglie del 1° Maresciallo Pezzulo il seguente telegramma:
"UNITAMENTE A TUTTO IL PERSONALE DELLE FORZE ARMATE, CHE SI STRINGE A VOI IN QUESTO DOLOROSISSIMO MOMENTO, PARTECIPO CON PROFONDA COMMOZIONE AL GRAVE LUTTO CHE HA COLPITO LA SUA FAMIGLIA. IL SUO CONSORTE, GENEROSAMENTE IMPEGNATO IN UNA MISSIONE DI GRANDE VALORE UMANITARIO, RIMARRA' PER SEMPRE NEL RICORDO DI CHI CREDE NELLA PACE E NELLA SOLIDARIETA' TRA I POPOLI. VOGLIA ACCOGLIERE L'ESPRESSIONE DELLE PIU' SENTITE CONDOGLIANZE".
MILITARE CADUTO IN AFGHANISTAN: E' IL 1° MARESCIALLO GIOVANNI PEZZULO
Roma, 13 febbraio 2008. Nella mattina di oggi, è caduto il 1° Maresciallo Giovanni Pezzulo a causa di elementi armati ostili che hanno esploso alcuni colpi di arma da fuoco contro il personale del Contingente Nazionale. I soldati erano impegnati in attività di cooperazione civile e militare di sostegno sanitario della popolazione nei pressi del villaggio di Rudbar, nella Uzbeen Valley. A seguito dello scontro è rimasto leggermente ferito un altro militare.Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Generale di Corpo d'Armata Fabrizio Castagnetti e la Forza Armata tutta esprimono il più profondo cordoglio ai familiari del defunto e auguri di pronta guarigione al militare ferito.MILITARE ITALIANO UCCISO IN COMBATTIMENTO VICINO KABUL
Un militare italiano è stato ucciso e un altro è rimasto ferito quando sono stati sparati dei colpi contro la loro Task Force, che era impegnata in un’attività di tipo sanitario a sostegno della popolazione, riferisce una nota dello Stato Maggiore della Difesa. "Nel pomeriggio di oggi alle ore 15:00 locali (11:30 ora italiana) nella valle di Uzeebin nei pressi della località di Rudbar, nella zona di responsabilità italiana a circa 60 km della capitale Kabul, militari italiani della Task Force Surobi, in attività di cooperazione civile e militare e sostegno sanitario alla popolazione, sono stati fatti segno di alcuni colpi di arma da fuoco portati da parte di elementi armati ostili a cui i militari italiani hanno risposto", dice la nota. "A seguito dello scontro è deceduto un militare italiano mentre un secondo risulta leggermente ferito", prosegue la nota, precisando che è in corso l’evacuazione medica presso l’ospedale militare francese a Camp Warehouse, a Kabul. Al momento non si hanno altri dettagli. "Il nostro militare era impegnato in una delle missioni caratteristiche che si fanno in Afghanistan, cioè quella di porre sotto controllo la ricostruzione della società civile", ha commentato il Presidente del Consiglio uscente, Romano Prodi, a margine di una commemorazione. "Purtroppo è stato colpito improvvisamente, proditoriamente, cioè non è stata una battaglia, è stato colpito mentre esercitava questa funzione. Siamo vicini alla sua famiglia e ai suoi cari", ha aggiunto Prodi, precisando che quella in Afghanistan "è una missione che abbiamo deciso di portare avanti perché ha un obiettivo di lungo periodo". L’Italia ha circa 2200 militari in Afghanistan tra la zona di Kabul e la Regione Ovest, entrambe sotto responsabilità italiana.
ATTIVITA' UMANITARIA DEL REGIONAL COMMAND WEST
Un team di dottori afgani coordinati dal Direttore del Dipartimento Sanitario Locale, Ghulam Sayed Rashed, ricevono all'Aeroporto di Herat, all'interno della base militare del Regional Command West, un importante carico di medicinali e materiali sanitari destinati agli ospedali cittadini. L'importante donazione (circa 1,5 t di medicinali, coperte e materassi per degenza ospedaliera) è giunta ad Herat nel primo pomeriggio su un aereo militare di ISAF C130J. Le operazioni di scarico attuate dal personale ISAF operante presso l'aeroporto militare di Herat ed il trasbordo su autocarri civili messi a disposizione dal dipartimento sanitario locale hanno consentito una celere consegna del materiale presso gli ospedali civili. Inoltre, un team di dottori dell'Esercito Nazionale Afgano supportati dallo staff medico del Comando Italo-Spagnolo di ISAF nell'Afghanistan Occidentale ha operato più di 200 visite nel villaggio rurale di Taryak, a circa 8 km da Herat.
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