Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Vincenzo Camporini ha visitato i militari italiani del Contingente schierato a Kabul. Accompagnato dall’Ambasciatore italiano in Afghanistan, Ettore Sequi, e dal Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze, Generale di Corpo d’Armata Mauro Del Vecchio, il Generale Camporini ha dapprima incontrato a Camp Invicta i militari di ITALFOR XVII, unità attualmente costituita dal 2° Reggimento Alpini e comandata dal Colonnello Risi, alla presenza del Generale Primiceri Italian Senior Officer. La visita è poi proseguita presso la base della Task-Force Surobi, composta da personale del 4° Alpini Paracadutisti e del 185° Reggimento Acquisitori Obiettivi della Folgore, dove è stata scoperta una lapide in memoria del 1° Maresciallo Giovanni Pezzulo, caduto il 13 febbraio 2008 nella zona orientale di Kabul, in un attacco ad una pattuglia italiana che aveva appena terminato la distribuzione di aiuti umanitari alla popolazione locale. Il Generale Camporini ha concluso il proprio tour a Kabul recandosi a Camp Warehouse, sede del Regional Command Capital, il comando multinazionale di ISAF responsabile per la regione di Kabul guidato dal Generale Bonato. Rivolgendosi ai militari delle quattro Forze Armate incontrati durante la giornata, il Generale Camporini ha espresso a nome del Paese grande soddisfazione e riconoscenza per i risultati conseguiti in terra afgana, in un contesto assai delicato ed impegnativo sia dal punto di vista militare che sociale.venerdì 29 febbraio 2008
26 FEBBRAIO 2008: IL CAPO DI STATO MAGGIORE DELLA DIFESA VISITA I MILITARI DELL'ISAF
Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Vincenzo Camporini ha visitato i militari italiani del Contingente schierato a Kabul. Accompagnato dall’Ambasciatore italiano in Afghanistan, Ettore Sequi, e dal Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze, Generale di Corpo d’Armata Mauro Del Vecchio, il Generale Camporini ha dapprima incontrato a Camp Invicta i militari di ITALFOR XVII, unità attualmente costituita dal 2° Reggimento Alpini e comandata dal Colonnello Risi, alla presenza del Generale Primiceri Italian Senior Officer. La visita è poi proseguita presso la base della Task-Force Surobi, composta da personale del 4° Alpini Paracadutisti e del 185° Reggimento Acquisitori Obiettivi della Folgore, dove è stata scoperta una lapide in memoria del 1° Maresciallo Giovanni Pezzulo, caduto il 13 febbraio 2008 nella zona orientale di Kabul, in un attacco ad una pattuglia italiana che aveva appena terminato la distribuzione di aiuti umanitari alla popolazione locale. Il Generale Camporini ha concluso il proprio tour a Kabul recandosi a Camp Warehouse, sede del Regional Command Capital, il comando multinazionale di ISAF responsabile per la regione di Kabul guidato dal Generale Bonato. Rivolgendosi ai militari delle quattro Forze Armate incontrati durante la giornata, il Generale Camporini ha espresso a nome del Paese grande soddisfazione e riconoscenza per i risultati conseguiti in terra afgana, in un contesto assai delicato ed impegnativo sia dal punto di vista militare che sociale.LA MEDAL '08 APPRODA NEL GOLFO PERSICO
La Campagna Navale Medal ’08, che vede impegnate Nave Etna e Nave Comandante Borsini, è entrata nel vivo delle sue attività: dopo tre settimane di presenza e sorveglianza marittima in Mediterraneo ed in Mar Rosso è giunta nel Golfo Persico. Il Gruppo Navale, comandato dal Capitano di Vascello Giorgio Gomma, ha svolto una esercitazione con il Pattugliatore Masnoor della Marina Reale Omanita, eseguendo manovre cinematiche in formazione ravvicinata e una esercitazione di scambio tracce per la compilazione della situazione di superficie. Una dimostrazione di boarding effettuata sull’Unità Omanita ha avuto un ottimo ritorno addestrativo e ha riscosso un ampio consenso da parte dell’equipaggio del Masnoor. L’attività bilaterale con le Unità estere ha il duplice obiettivo di mantenere elevato il livello addestrativo e di rafforzare il dialogo e l’interoperabilità con le marine dei paesi di quello che viene definito Mediterraneo Allargato. La capacità di poter operare in contesti marittimi diversificati, il contributo all’azione di deterrenza verso fenomeni illegali, il supporto alle attività commerciali ed industriali e la promozione delle iniziative di cooperazione, sono gli obiettivi che Nave Etna e Nave Comandante Borsini stanno attualmente perseguendo nelle acque del Golfo Persico: compiti che gli uomini e le donne del Gruppo Navale assolvono quotidianamente animati da forte senso del dovere coerentemente con le migliori tradizioni della Marina Militare.23 FEBBRAIO 2008: IL CAPO DI STATO MAGGIORE IN VISITA AL CONTINGENTE ITALIANO IN LIBANO
Il Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Vincenzo Camporini, accompagnato dal Generale di Corpo d’Armata Mauro Del Vecchio, Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze Difesa, ha fatto visita al Contingente Italiano in Libano. Ad accoglierlo, nella Base di Naqoura, presso il Comando UNIFIL, era presente il Colonnello Gerardo Restaino, Comandante della componente nazionale. Nel corso dell’incontro con il Comandante della Forza, Generale di Divisione Claudio Graziano, il Capo di Stato Maggiore della Difesa ha avuto modo di ricevere il quadro di situazione sui compiti e sullo sviluppo attuale della missione. Successivamente, il Generale Camporini si è recato nella Base di Shama, ove è stato accolto dal Generale di Brigata Paolo Ruggiero, Comandante della Joint Task Force Lebanon Sector West attualmente su base 132ª Brigata Corazzata Ariete. Dopo l’incontro con i militari del 3° Reggimento Savoia Cavalleria, del 10° Reggimento Genio Guastatori Ariete e del 6° Reggimento di Manovra, la visita è proseguita nella Base di Marakah, sede dell’11° Reggimento Bersaglieri, dove il Capo di Stato Maggiore della Difesa ha potuto assistere ad un’attività CIMIC del Contingente, presenziando alla donazione di quattro generatori di energia elettrica alle municipalità di Aytit, Qana, Mahrouna e Kafra , alla presenza dei rispettivi Sindaci e di altre Autorità locali. Infine, ha raggiunto Tibnin, sede del Comando della Joint Task Force Lebanon, costituita da circa 2200 militari italiani ai quali si uniscono i contingenti di Francia, Ghana, Corea del Sud e Slovenia. Qui, a cura del Generale Ruggiero, gli sono state illustrate le attività operative, logistiche e umanitarie in atto nel settore di responsabilità. Nel rivolgersi poi ai militari del Contingente, il Generale Camporini ha voluto manifestare il proprio ringraziamento per l’opera svolta, affermando che “tutto il Paese segue con attenzione ed affetto il vostro impegno e sacrificio, dove riuscite a coniugare competenza tecnica e straordinaria capacità di relazioni con la popolazione libanese”. Soffermandosi poi sulla nobiltà della missione e di come i soldati italiani sappiano interpretarla quotidianamente, il Generale Camporini ha rivolto un pensiero alle famiglie dei militari che “condividono ansie e sacrifici dei loro congiunti, per il delicato e difficile lavoro da loro svolto”.sabato 23 febbraio 2008
ATTENTATO IN AFGHANISTAN: FERITI DUE ITALIANI
Un ordigno è esploso al passaggio di un convoglio italiano nell'ovest dell'Afghanistan. Due militari sono rimasti lievemente feriti e un veicolo Lince è stato danneggiato. L'esplosione è avvenuta sabato mattina, alle ore 11:30 locali a circa 30 km a nord di Delaram (Provincia di Farah), lungo la Valle del Gulestan. I militari italiani feriti sono stati trasportati presso l'ospedale militare della base di Camp Arena, a Herat. Appena rientrati in base gli stessi hanno informato personalmente le loro famiglie. Il ferimento degli italiani arriva solo dieci giorni dopo l'uccisione del Maresciallo Giovanni Pezzulo. Il Ministro della Difesa Arturo Parisi, fa sapere con una nota che, "appresa la notizia dell'esplosione verificatasi stamane nella Valle del Gulistan, a circa 30 km a nord di Delaram nel settore di responsabilità italiano, si è subito accertato delle condizioni di salute del personale coinvolto in ordine alle quali è stato rassicurato dal capo di Stato Maggiore della Difesa circa il carattere lieve delle lesioni riportate". Parisi, prosegue la nota, "ha avuto conferma del fatto che entrambi i militari hanno personalmente contattato i loro familiari ed ha immediatamente informato il Presidente della Repubblica ed il Presidente del Consiglio", esprimendo ai due militari "l'augurio di una pronta guarigione".
giovedì 21 febbraio 2008
ITALIANI ANCORA IN IRAQ
Un anno dopo il ritiro del Contingente Antica Babilonia da Nassirya, i militari italiani sono di nuovo protagonisti in Iraq, dove per i successi conseguiti nell’addestramento delle forze irachene ottengono riconoscimenti dalle autorità di Baghdad e dal comando statunitense del Generale David Petraeus. La missione addestrativa dei Carabinieri inserita nel programma NATO Training Mission-Iraq ha concluso in dicembre il corso di addestramento avanzato che ha permesso di costituire il primo Battaglione di Polizia Irachena perfettamente in grado di far fronte alle minacce di insurrezione, guerriglia e terrorismo. Un corso di otto settimane che ha riguardato 450 Agenti iracheni, selezionati dagli stessi istruttori italiani, che hanno potuto acquisire le tecniche e le tattiche adottate dai Reparti MSU (Multinational Specialied Unit) impiegati con successo dall’Arma in Bosnia, Kosovo e a Nassirya. Del ruolo dei nostri istruttori (80 Carabinieri provenienti in gran parte dai reparti della 2a Brigata Mobile incluso il Reggimento Paracadutisti Tuscania e il Gruppo d’Intervento Speciale), hanno riferito diffusamente i giornali e le televisioni irachene nonché la newsletter settimanale This Week in Iraq del Comando alleato di Baghdad che ha dedicato all’Arma la prima pagina con un articolo dal titolo “Carabinieri training Iraqi Police”.“L’obiettivo di questo corso è creare unità specializzate di polizia in grado di garantire la sicurezza in tutto l’Iraq”, ha dichiarato il Comandante della missione dell’Arma, Colonnello Parrulli, a This Week in Iraq aggiungendo che “si tratta di un addestramento specializzato utile non solo per le operazioni attuali ma anche per costruire la nuova polizia irachena”. L’esercitazione di fine corso, alla presenza del Primo Ministro Nouri Al Maliki, ha confermato le capacità operative raggiunte dal primo degli almeno otto Battaglioni di Polizia iracheni che i Carabinieri addestreranno nei prossimi due anni, come previsto dall’accordo siglato a Roma il 28 giugno scorso dai Ministri Arturo Parisi e Mohammed Jasim Al Mafriji. L’addestramento fornito dai team dell’Arma, guidati dal Tenente Colonnello Antonio Frassinetto, consente di istruire i quadri iracheni che a loro volta addestreranno altri Battaglioni di Agenti sotto la supervisione italiana. Come ha ricordato il 31 gennaio nel corso dell'inaugurazione dell'anno accademico della Scuola Ufficiali Carabinieri il Ministro della Difesa, Arturo Parisi, i Carabinieri sono ben considerati dai ''nostri alleati e dai nostri amici nel resto del mondo''. ''Poche settimane or sono, a Baghdad, ha affermato Parisi, il Generale statunitense Petraeus, parlando di fronte agli Allievi della Polizia Irachena appena qualificati dal corso di formazione condotto dai nostri Carabinieri, ha definito l'Arma “the best of the best police”. In Iraq, ha detto nel corso della cerimonia il Comandante Generale dell'Arma, Gianfrancesco Siazzu, i Carabinieri stanno portando avanti un programma di formazione dell'Iraqi National Police, ''che ha già interessato circa 900 Poliziotti''. Attività analoghe vengono condotte da circa 700 carabinieri attualmente impegnati in varie parti del mondo, dall'Afghanistan al Kosovo. Le necessità della Iraqi National Police riguardano soprattutto l’addestramento nei settori investigativo, antisommossa e antiguerriglia, compiti che Washington voleva assegnare ai carabinieri, ritenuti la migliore polizia a status militare del mondo. Nonostante il ritiro del Contingente da Nassirya, dove i nostri hanno istruito 3000 militari e 11.000 Agenti iracheni, l’Italia continua a mantenere in Iraq più circa 150 militari con compiti addestrativi e una quarantina di Carabinieri del Tuscania addetti alla sicurezza dell’ambasciata italiana. Oltre alla missione dei Carabinieri, Ufficiali iracheni studiano nelle scuole militari italiane, la Marina ha ricevuto in dono sei motovedette dismesse dalle Capitanerie di Porto, mentre a Rustamiyah, nei pressi di Baghdad, una settantina di istruttori militari italiani lavorano all’Accademia della NATO che forma i nuovi Ufficiali iracheni. Un ruolo di grande rilievo confermato dal posto di Vice Comandante della NATO Training Mission assegnato a un Generale di Divisione italiano, attualmente Alessandro Pompegnani.
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