Alcune migliaia di persone hanno dato, a Novi Ligure, l’ultimo saluto al Maresciallo Capo del 2° Genio Pontieri di Piacenza Daniele Paladini, morto sabato 23 novembre 2007 in un attentato nei pressi di Kabul, in Afganistan. Gente commossa che ha affollato la chiesa della Collegiata della cittadina piemontese e anche la piazza antistante. Tutti si sono stretti intorno ad Alessandra Rizzo, vedova del Maresciallo Paladini e a tutti i familiari. Non era presente la figlia Ilaria. All’inizio della cerimonia, officiata da Monsignor Vincenzo Pelvi, Ordinario Militare per l’Italia, e Monsignor Martino Canessa, vescovo di Tortona, è stato letto un messaggio del Papa, inviato dal Cardinale Tarcisio Bertone in cui si sottolinea che “si piange ancora un figlio caduto nel compimento generoso del proprio dovere”. Nell’omelia, invece, è stato sottolineato che il terrorismo, quasi impaurito dalla solidarietà, ha mostrato il suo volto e il disprezzo nei confronti della vita umana. “È morto, ha detto Monsignor Pelvi, un uomo coraggioso e generoso che ha dato la sua vita umile al servizio di chi è meno fortunato”. Al termine della cerimonia, un lungo applauso ha salutato l’uscita dalla chiesa della salma. Il Ministro Parisi e gli esponenti delle Forze Armate Italiane, che hanno partecipato alle esequie, hanno abbracciato la vedova, a cui è stato poi consegnato il Tricolore con cui era avvolta la bara. Prima di andare al cimitero di Novi Ligure, dove la salma di Paladini è stata tumulata, la vedova ha stretto la mano ad un Capitano dell’Esercito, Gianfranco Paglia, rimasto ferito a Mogadiscio ed ora su una sedia a rotelle.mercoledì 28 novembre 2007
CELEBRATI I FUNERALI DEL MARESCIALLO CAPO DANIELE PALADINI
Alcune migliaia di persone hanno dato, a Novi Ligure, l’ultimo saluto al Maresciallo Capo del 2° Genio Pontieri di Piacenza Daniele Paladini, morto sabato 23 novembre 2007 in un attentato nei pressi di Kabul, in Afganistan. Gente commossa che ha affollato la chiesa della Collegiata della cittadina piemontese e anche la piazza antistante. Tutti si sono stretti intorno ad Alessandra Rizzo, vedova del Maresciallo Paladini e a tutti i familiari. Non era presente la figlia Ilaria. All’inizio della cerimonia, officiata da Monsignor Vincenzo Pelvi, Ordinario Militare per l’Italia, e Monsignor Martino Canessa, vescovo di Tortona, è stato letto un messaggio del Papa, inviato dal Cardinale Tarcisio Bertone in cui si sottolinea che “si piange ancora un figlio caduto nel compimento generoso del proprio dovere”. Nell’omelia, invece, è stato sottolineato che il terrorismo, quasi impaurito dalla solidarietà, ha mostrato il suo volto e il disprezzo nei confronti della vita umana. “È morto, ha detto Monsignor Pelvi, un uomo coraggioso e generoso che ha dato la sua vita umile al servizio di chi è meno fortunato”. Al termine della cerimonia, un lungo applauso ha salutato l’uscita dalla chiesa della salma. Il Ministro Parisi e gli esponenti delle Forze Armate Italiane, che hanno partecipato alle esequie, hanno abbracciato la vedova, a cui è stato poi consegnato il Tricolore con cui era avvolta la bara. Prima di andare al cimitero di Novi Ligure, dove la salma di Paladini è stata tumulata, la vedova ha stretto la mano ad un Capitano dell’Esercito, Gianfranco Paglia, rimasto ferito a Mogadiscio ed ora su una sedia a rotelle.lunedì 26 novembre 2007
LA SALMA DI DANIELE PALADINI E' RIENTRATA IN ITALIA
domenica 25 novembre 2007
ATTENTATO IN AFGHANISTAN: MUORE MILITARE ITALIANO
Un militare italiano ucciso e altri tre feriti. Tragico il bilancio di un attentato suicida durante la cerimonia di inaugurazione di un ponte costruito grazie al contributo degli Ingegneri Italiani. La vittima è Daniele Paladini, 35 anni, Maresciallo Capo dell'Esercito, del 2° Reggimento Pontieri di Piacenza. L'esplosione ha causato anche una strage fra i numerosi bambini che erano presenti alla cerimonia: dei nove civili afghani uccisi dall'esplosione, sei sono bimbi. L'attacco, avvenuto a Paghman, a una quindicina di chilometri dalla capitale Kabul, è stato rivendicato dai Talebani. Un portavoce degli studenti coranici, Zabihullah Mujahed, aveva addirittura parlato di quattro soldati italiani uccisi, circostanza questa ovviamente non confermata (i Talebani sono soliti amplificare, a scopo di propaganda, gli effetti delle loro azioni). Mujahed, che parlava via telefono satellitare da un'ignota località, ha precisato che il kamikaze apparteneva al proprio movimento. Secondo gli investigatori è probabile che l'attentatore fosse pakistano. Sulla matrice c'è il massimo riserbo e la rivendicazione è tuttora al vaglio degli esperti. Chi sta indagando si limita a sottolineare che un attentato di queste dimensioni era molto tempo che non si registrava nell'area di Kabul, dove sarebbe in atto una sorta di tregua conseguente all'apertura di canali di dialogo tra esponenti del governo locale e alcuni leader taleban. Circostanza, questa, insieme alla tecnica stessa dell'attentato, che "farebbe ipotizzare, secondo una fonte, una regia vicina ad Al Qaeda". Daniele Paladini era Maresciallo Capo dell'Esercito, del 2° Reggimento Pontieri di Piacenza. Non sono in pericolo di vita gli altri militari colpiti (il Capitano Salvatore Di Bartolo, dell'11° Reparto Infrastrutture di Messina; il capitano Stefano Ferrari, del 2° reggimento Pontieri di Piacenza; il Caporalmaggiore Scelto Andrea Bariani, del 5° Reggimento Alpini di Vipiteno), uno con ferite da schegge al volto (in questo caso ci sono timori per possibili conseguenze alla vista), un altro alla gamba e il terzo con una frattura scomposta al braccio destro ed altre lesioni. I soldati del Contingente Italiano erano intervenuti alla cerimonia con il preciso compito di garantire l'ordine pubblico. L'attentatore suicida si è fatto esplodere alle 09:52 locali, le 06:22 in Italia. Era stato visto dagli stessi militari mentre cercava di risalire a piedi il greto del fiume su cui sorge il nuovo ponte ed è stato intercettato prima che raggiungesse il punto in cui si concentrava il grosso della folla. Alla vista dei militari, da quanto si è appreso, si sarebbe fatto esplodere, coinvolgendo nella deflagrazione le persone che si trovavano in quel momento più vicine a lui. L'intervento dei soldati, che ha impedito al terrorista di raggiungere il centro del ponte, ha evitato che l'attentato causasse una vera e propria carneficina. Tutti i feriti sono stati evacuati con gli elicotteri dell'ISAF e sono stati trasportati negli ospedali della zona. Immediate sono state le reazioni del mondo politico. Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha sottolineato che "l'eroico sacrificio del maresciallo capo Daniele Paladini, caduto in Afghanistan per impedire che il gesto ignobile di un kamikaze provocasse danni ancora più gravi tra la popolazione civile, è in questo momento il mio pensiero più forte e doloroso". All'aeroporto militare di Abu Dhabi Prodi ha accolto i tre militari feriti nell'attentato. Il Capitano Salvatore di Bartolo, il Capitano Stefano Ferrari e il Caporalmaggiore Scelto Andrea Bariani, sono atterrati in serata su un C130 dell'Aeronautica Militare all'aeroporto di Al Bateerod e ripartiranno con un Falcon alla volta dell'Italia. La task force di stanza ad Abu Dhabi serve come supporto logistico e scalo medico per il nostro contingente in Afghanistan. Per Prodi è l'inizio di un viaggio di Stato negli Emirati Arabi.mercoledì 21 novembre 2007
NUOVO ORDINARIO MILITARE PER I SOLDATI AMERICANI
Benedetto XVI ha nominato Monsignor Timothy Paul Broglio nuovo Ordinario Militare degli Stati Uniti d'America. Il nuovo Capo dei Cappellani Militari Cattolici americani, 56 anni il prossimo 22 dicembre, nato a Cleveland (Ohio), era finora Nunzio Apostolico nella Repubblica Dominicana e Delegato Apostolico a Porto Rico.IL TUSCANIA IN KOSOVO

Un Plotone di Carabinieri del 1° Reggimento Tuscania è arrivato nei giorni scorsi a Pristina, in Kosovo. A gennaio, inoltre, si aggiungeranno altre due Squadre dello stesso Reggimento. Il compito dei Carabinieri è rafforzare la MSU, l’Unità Multinazionale Specializzata nella gestione dell’ordine pubblico e della sicurezza in zone a rischio, comandata dall’Italia e di cui fanno parte anche la Francia e l’Estonia. Il provvedimento è stato deciso in ambito di KFOR, la missione NATO nel paese balcanico. Oltre ai Carabinieri, a Pristina potrebbero arrivare anche nuovi rinforzi provenienti dagli altri due stati che fanno parte della MSU. Si tratterebbe sempre di forze a livello di squadra, che al momento sono state messe in allerta e che sono pronte a partire in caso di necessità. Con i nuovi rinforzi, il numero degli operatori della Multinational specialized unit torna quasi ai livelli di quando la Missione KFOR cominciò, dopo la riduzione degli ultimi anni anni per il miglioramento delle condizioni di sicurezza nel paese. L’Italia, attiva nella KFOR dal suo avvio (12 agosto 1999), vi partecipa con 2305 militari.