mercoledì 23 aprile 2008

GOLFO DI ADEN: NAVE BORSINI SVENTA ATTO DI PIRATERIA CONTRO MERCANTILE ITALIANO

Il Pattugliatore d’Atura Comandante Borsini, impegnato insieme al Rifornitore di Squadra Etna nella campagna di sorveglianza marittima Medal '08 nel Golfo di Aden, Corno d’Africa, ha sventato un’azione di avvicinamento, ad un mercantile italiano, da parte di cinque piccole imbarcazioni veloci presumibilmente condotte da pirati. La nave militare, impegnata nella scorta al Mercantile Neverland, battente bandiera italiana, diretto al porto di Sikka, in India, ha localizzato in acque internazionali una formazione di barchini in avvicinamento. Il Borsini, con l’ausilio dell’elicottero e con manovre cinematiche di interposizione ha costretto i natanti ad allontanarsi velocemente e desistere così al tentativo di avvicinamento. L’intervento è risultato efficace sia per le manovre cinematiche adottate dalle due navi sia per il coordinamento stretto tra le navi militari ed il Neverland. La sorveglianza marittima svolta dal Reparto Navale nell’area mira a tutelare gli interessi nazionali e garantire, in collaborazione con le altre marine operanti, la sicurezza delle vie di comunicazione ed il libero traffico marittimo.

PARISI IN VISITA AD HERAT E KABUL

Il Ministro della Difesa Arturo Parisi, ha fatto visita ai militari del Contingente Italiano che operano nell’ambito della Missione ISAF in Afghanistan. Il Ministro Parisi, accompagnato dal Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Vincenzo Camporini, ha fatto tappa a Herat dove ha incontrato il Comandante del Quartier Generale Regionale, Generale di Divisione Fausto Macor, ed ha visitato il Provincial Reconstruction Team di Farah. Il Ministro Parisi ha, poi, proseguito la visita in Afghanistan trasferendosi a Kabul dove è stato accolto dall'Ambasciatore italiano Ettore Sequi e dal Generale di Divisione Alberto Primiceri, Comandante del Contingente Italiano. La visita si è conclusa con il saluto al personale italiano a Camp Invicta.

giovedì 17 aprile 2008

LA FRIULI IN AFGHANISTAN

Da martedì prossimo la Brigata Aereomobile Friuli, con il Generale Francesco Arena, assumerà il comando della Regione Ovest della Missione NATO ISAF in Afghanistan. E' quanto si apprende da un comunicato di ISAF, in cui si sottolinea che la cerimonia di trasferimento di autorità del Regional Command West si terrà la mattina del 22 aprile, ad Herat. Arena, Comandante della Friuli, subentrerà al Generale Fausto Macor, che ha avuto la responsabilità del settore occidentale dell'Afghanistan per circa nove mesi. Il Contingente della Friuli partito nei giorni scorsi da Bologna è composto da circa 450 militari del Comando Brigata e del 66° Reggimento Aeromobile di Forlì. La Brigata fornisce anche gli equipaggi e gli elicotteri Mangusta già da tempo schierati ad Herat. In Afghanistan i militari italiani sono attualmente circa 2500, distribuiti tra Kabul ed Herat. Una delle ipotesi più accreditate, e che dovrà essere ora vagliata dal nuovo Governo, é che, a partire dal prossimo agosto, quando l'Italia cederà la responsabilità del comando della Capitale, quasi tutti i militari vengano schierati nel settore occidentale.

IL PRT DI HERAT AL LAVORO

Continua il lavoro del Provincial Reconstruction Team nella provincia di Herat, con la consegna, nel distretto di Gurlan, oltre che di generi alimentari, principalmente riso, farina, olio, conserva di pomodoro, anche di medicinali idonei a far fronte alla crisi sanitaria che ha colpito la popolazione locale soggetta ad una carente alimentazione.

LA BRIGATA BERSAGLIERI PARTE PER IL LIBANO

Il Comandante delle Forze Operative Terrestri, Generale Armando Novelli e il Comandante del 2° Comando delle Forze Operative di Difesa, Generale Carlo Gibellino, hanno salutato il Contingente della Brigata Bersaglieri Garibaldi in procinto di partire per il Libano, dove costituirà l'Italian Joint Task Force Lebanon, nell'ambito dell'Operazione Leonte. La Task Force sarà costituita, essenzialmente, da personale dei Reparti della Brigata Garibaldi (8° Reggimento Bersaglieri, 21° Reggimento Genio Guastatori, 8° Reggimento Artiglieria, 131° Reggimento Carri, 19° Reggimento Cavalleggeri Guide, Reparto Comando e Supporti Tattici), a cui si affiancheranno Unità delle Trasmissioni e NBC.

sabato 12 aprile 2008

ATTIVITA' UMANITARIA DI ITALFOR DI ISAF

Gli Alpini della 1^ Compagnia del Battaglione di Manovra di ITALFOR hanno donato agli studenti della scuola secondaria del distretto di Musahy, numerosi kit di studio individuali, consistenti in una serie di quaderni, penne, matite ed altro, oltre a diverse scatole di giocattoli. Alla consegna ha tra l'altro assistito il comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze, Generale di Corpo d'Armata Giuseppe Valotto, accompagnato dal Generale di Brigata Federico Bonato, attualmente alla guida del Regional Command Capital di ISAF, e dal Comandante di ITALFOR, Colonnello Michele Risi. La scuola visitata oggi dagli Alpini sarà presto ampliata con la costruzione di dieci aule supplementari che permetteranno agli studenti attualmente sistemati sotto tenda di avere posto dentro il corpo principale della scuola. L'intervento, per un costo complessivo di 138.000 euro, sarà finanziato con i fondi raccolti dall'iniziativa Granda-Kabul, cui hanno partecipato i principali enti istituzionali e privati della provincia di Cuneo.

INAUGURATE AULE POLIFUNZIONALI A PEC

Il Comandante della Task Force Multinazionale Ovest, Generale di Brigata Nicolò Falsaperna, ha inaugurato, presso la scuola elementare Smajl Ajdaraj di Pec, due, dei cinque, campi polifunzionali realizzati dai genieri del Contingente Italiano. Alla cerimonia presenti anche il Sindaco di Pec, insegnanti ed alunni della scuola. "Siamo orgogliosi di aver dato la possibilità a questi bambini di avere uno spazio per poter fare attività fisica, i bambini sono il nostro futuro e su loro bisogna investire", ha detto il Generale Falsaperna durante il suo intervento. Per la costruzione dei cinque campi, realizzati dai genieri del 4° Reggimento Genio di Palermo, sono stati investiti circa 50.000 euro. Nei prossimi giorni saranno consegnate le altre tre strutture sportive rispettivamente alle scuole elementari, delle Municipalità di Decane e Dakovica.

IL COMANDANTE DEL COI VISITA IL GRUPPO NAVALE DI EUROMARFOR NELLE ACQUE LIBANESI

Il Comandante del Comando Operativo Interforze , Generale Valotto, accompagnato dal Capo di Stato Maggiore del Comando Operativo di Vertice Interforze, Ammiraglio di Divisione Giuseppe De Giorgi e dal Capo della Divisione Piani, Generale di Brigata Rosario Castellano, ha fatto visita a Nave Espero sede del Comando del Gruppo Navale di EUROMARFOR alla guida del Contrammiraglio Ruggiero Di Biase, che dal 29 febbraio 2008 ha assunto anche il Comando della Forza Marittima Multinazionale operante nell'ambito della Forza ad Interim in Libano delle Nazioni Unite. La Fregata Espero è presente nell'area di Operazione Marittima insieme al Pattugliatore d’Altura Comandante Bettica.

sabato 29 marzo 2008

EUROMARFOR ATTIVA LA COMPONENTE CONTROMISURE MINE

Il 31 marzo, a La Spezia, sul Pattugliatore di squadra Aviere, si terrà la cerimonia di attivazione della Componente di Contromisure Mine della Forza Marittima Europea. Il Gruppo Navale, comandato dal Capitano di Fregata Daniele Boddi, è composto da due navi italiane (Aviere e Rimini), una francese (Orion) e una spagnola (Duero). Il Comandante in Capo della Squadra Navale e Comandante di EUROMARFOR, Ammiraglio di Squadra Giuseppe Lertora, presenzierà la cerimonia, accompagnato dai rappresentati militari dei Paesi partecipanti. Il 1° aprile, il Gruppo Navale lascerà il porto della Spezia per prendere parte a una esercitazione multinazionale denominata Italian-Minex 2008, pianificata dalla Marina Militare Italiana per accrescere l’interoperabilità degli equipaggi a operare in contesti marittimi diversificati per assicurare la libera navigazione in mare. Nelle acque antistanti il Libano, inanto, prosegue l’attività di sorveglianza marittima, sotto egida ONU, del Gruppo Navale EUROMARFOR costituito dalle due unità navali italiane Espero e Bettica, la francese Coubet e la spagnola Vecendora nell’ambito della Missione Unifil.

giovedì 27 marzo 2008

VIA ALPINISTICA INTITOLATA A GIOVANNI PEZZULO

Una via alpinistica è stata inaugurata e intitolata a Surobi, in Afghanistan, alla memoria del 1° Maresciallo Giovanni Pezzulo, il Sottufficiale del CIMIC Group South di Motta di Livenza e residente con la famiglia a Oderzo, morto il 13 febbraio 2008 in conseguenza di uno scontro a fuoco. Il percorso è stato attrezzato dagli Alpini Paracadutisti del 4° Reggimento Monte Cervino. Una breve cerimonia ha inaugurato la via, nella scalata si sono subito dopo cimentati militari di ogni grado in servizio a Surobi: un modo particolare per ricordare il commilitone caduto nel corso di un’operazione di assistenza umanitaria. Questa è l’ultima iniziativa, in ordine di tempo, per ricordare la figura di Giovanni Pezzulo, molto apprezzato per la sua generosità e il suo impegno a favore della gente martoriata dalla guerra. Al Maresciallo il Consiglio Comunale di Oderzo ha anche deciso di dedicargli una via: una nuova strada nell’area dei Masotti.

ATTIVITA' CIMIC A HERAT

Il Provincial Reconstruction Team di Herat a guida italiana ha completato importanti donazioni per oltre 20.000 euro a favore di diversi settori sociali della comunità locale. In particolare sono stati ceduti al Consiglio Provinciale di Herat materiali che confluiranno nel compartimento dell’educazione quali scrivanie, computer, stampanti. Una scuola tutta femminile di taglio e cucito è stata inoltre inaugurata grazie all’impegno finanziario e sociale dello stesso Provincial Reconstruction Team. In questi giorni sono stati ultimati anche i lavori per la costruzione di una barriera fluviale nel distretto di Karuck dove 40 villaggi per una popolazione complessiva di 200.000 abitanti rischiano gli effetti di una atteso fenomeno di piena del fiume Pashtoon. Per tale progetto il Provincial Reconstruction Team italiano aveva stanziato 40.000 Euro necessari all’acquisto dei materiali, alla realizzazione dei cantieri per la realizzazione dell’opera. Il Provincial Reconstruction Team italiano, su base 132° Reggimento Carri con sede a Cordenons, opera quale centro di coordinamento, pianificazione e sviluppo dei più importanti progetti in favore e supporto della popolazione della provincia di Herat.

mercoledì 26 marzo 2008

CELEBRAZIONI PASQUALI DELLA TASK FORCE NAVALE DI UNIFIL

In occasione delle celebrazioni per la Santa Pasqua, i Marinai italiani del Contingente Navale della UNIFIL hanno vissuto i momenti significativi del Triduo Pasquale in attività operativa di pattugliamento delle acque antistanti le coste libanesi al fine di fare rispettare le Risoluzioni 1701 e 1773 del Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Nonostante i pressanti impegni che la missione di pace comporta, è stato profuso un ulteriore sforzo per consentire di vivere le Celebrazioni Pasquali del Giovedì Santo, della Via Crucis, della Veglia Pasquale e della Celbrazione solenne, nel pieno rispetto della tradizione e nel tentativo di ridurre, almeno idealmente, la lontanza dagli affetti. Durante la sosta a Limassol, l'Ambasciatore d'Italia a Cipro Luigi Napolitano, accompagnato dal Console Onorario Andreas Zenonos e dai rappresentanti della comunità italiana cipriota, ha voluto condividere la celebrazione della Santa Messa Pasquale con l'equipaggio di Nave Espero.

PASQUA OPERATIVA PER I MILITARI DI ISAF

Giornata tipo per il Contingente Nazionale che opera nella Capitale afgana. Soltanto la messa pasquale, celebrata dal cappellano militare in tutte le basi italiane, ha segnato la festività. Alpini, Paracadutisti e Ranger inquadrati nel Regional Command Capital di ISAF, il comando a guida italiana responsabile per Kabul, hanno come di consueto pattugliato i propri settori, fornendo anche assistenza medica nelle zone rurali ed effettuando distribuzioni di quaderni, penne e matite per i giovani afgani che hanno appena ripreso la scuola. A Surobi, dove risiede l’Unità cui apparteneva il Primo Maresciallo Giovanni Pezzulo, il Sottufficiale scomparso il 13 febbraio 2008 in uno scontro a fuoco, è stata intitolata una via alpinistica attrezzata dai colleghi Alpini Paracadutisti nei pressi della Base Tora. Una breve cerimonia ha inaugurato la via, nella cui scalata si sono subito dopo cimentati militari di ogni grado in servizio a Surobi: un modo particolare per ricordare il commilitone caduto nel corso di un’operazione di assistenza umanitaria. La giornata di Pasqua si è conclusa con la distruzione nel pomeriggio, da parte degli specialisti del Genio, dell’ingente quantitativo di ordigni esplosivi ritrovato negli scorsi giorni dalle pattuglie italiane in collaborazione con le forze di sicurezza e le autorità locali afgane.

AVVICENDAMENTO A KABUL DELLA TASK FORCE PANTERA DELLA MARINA MILITARE

Si è tenuto presso il compound italiano dell’Aeroporto Internazionale di Kabul, l’avvicendamento tra il Capitano di Fregata Gianni Altomonte e il Capitano di Fregata Enrico Esposto al comando della Task Force Pantera della Marina Militare, inquadrata nel Regional Command Capital, il Comando subordinato di ISAF responsabile per la regione di Kabul. Numerose sono state le missioni effettuate dalla Task Force nei cieli della Capitale afgana nell’ambito dell’Operazione ISAF X sotto la guida del Capitano di Fregata Altomonte, il quale, nel cedere il comando al termine di quattro mesi di intensa attività, ha sottolineato “la professionalità e la competenza dimostrata dai suoi uomini in un teatro difficile come quello afgano”. Il personale proviene dal 4° Gruppo Elicotteri di Grottaglie (Taranto), che costituisce l’ossatura portante della Task Force oltre che dal 2° e 3° Gruppo Elicotteri di Catania e dal 1° e 5° Gruppo Elicotteri di Luni (La Spezia), uniti sotto l’emblema della Pantera a formare un gruppo compatto. La Task Force Pantera è in grado di assicurare in piena autonomia tutta l’attività di volo ad essa richiesta, con equipaggi di volo, personale per il supporto operativo, squadre di manutenzione tecnica in grado di garantire l’efficienza degli elicotteri operando fino al secondo livello tecnico di manutenzione, più componenti costituite da Ufficiali e Sottufficiali per il supporto logistico e amministrativo. Ricognizione, trasporto di personale, trasporto sanitario e controllo del territorio: queste le missioni finora effettuate dagli elicotteri AB212 Eliassalto opportunamente predisposti per il teatro operativo, 260 voli per un totale di 285 ore di volo, 63 delle quali notturne con i visori notturni. Da non dimenticare inoltre i numerosi voli di trasferimento in occasione delle visite a Kabul tra cui quelle del Presidente del Consiglio, del Ministro della Difesa Britannico, l’Ambasciatore d’Italia a Kabul, e delle massime autorità militari nazionali. Servizio diuturno essenziale svolto dai velivoli della Task Force è quello di prontezza operativa per garantire, sia di giorno che di notte, interventi di trasporto urgente di carattere sanitario. La Task Force Pantera, ora sotto la guida del Capitano di Fregata Esposto sarà presente nel teatro afgano fino al prossimo giugno e rimarrà rischierata presso l’Aeroporto Internazionale di Kabul insieme agli altri Contingenti militari impegnati nell’Operazione ISAF. Una presenza importante per contribuire, sinergicamente con tutti i Contingenti delle varie nazioni presenti, al mantenimento di un ambiente sicuro al fine di aiutare il Governo Afgano nella ricostruzione del Paese. A completare la cornice è la presenza di una componente del Reggimento San Marco. Personale scelto e particolarmente addestrato per garantire, soprattutto fuori aerea, la sicurezza di uomini e mezzi della Task Force. I Leoni del Reggimento inoltre grazie alle loro capacità assicurano servizi di scorta per esigenze della Task Force e concorrono all’attività di Force Protection nell’ambito del comprensorio dell’Aeroporto Internazionale di Kabul.

VISTA DELL'AMBASCIATORE D'ITALIA A KABUL AI MILITARI DI ISAF

Il 20 marzo 2008, l’Ambasciatore italiano a Kabul Ettore Sequi ha incontrato i militari in servizio nella regione della Capitale afgana in due distinte occasioni. In mattinata ha partecipato ad un’interessante tavola rotonda circa l’impegno italiano in Afghanistan, organizzata su iniziativa del generale Alberto Primiceri, presso il Quartier Generale dell’ISAF a Kabul. Numerosi gli argomenti trattati nel corso della conferenza dall’Ambasciatore Sequi e dai suoi collaboratori dinanzi ad una folta platea di militari di ogni grado del Comando ISAF, di ITALFOR e di EUPOL: dal concetto di interesse nazionale al contributo che l’Italia sta dando nel campo della riforma giudiziaria, passando per le iniziative di cooperazione civile-militare e sui modi in cui si sta sviluppando il sistema paese, con accenno ad esperienze di altre nazioni. Nel pomeriggio il Diplomatico è volato a bordo di un elicottero del Regional Command Capital alla volta di Surobi, ad est di Kabul, dove operano i Ranger del Monte Cervino ed i Paracadutisti del 185° Reggimento. L’Ambasciatore Sequi ha incontrato il personale della Task Force ed ha poi visitato alcuni villaggi della zona interessati da alcuni progetti di riabilitazione infrastrutturale, prima di intrattenersi con le autorità del luogo e di complimentarsi con i militari italiani per l’opera svolta a sostegno della sicurezza e della ricostruzione in un’area sensibile della capitale afgana.

giovedì 20 marzo 2008

L'AMBASCIATORE USA IN CIAD VISITA IL CONTINGENTE

L'Ambasciatore degli Stati Uniti in Ciad, Luis Nigro, durante la sua visita al Comando EUFOR a Camp Croci, ha visitato l'Ospedale da Campo del Contingente Italiano. Il Diplomatico, accompagnato dall'Addetto per la Difesa degli Stati Uniti in Ciad e Repubblica Centro Africana, Tenente Colonnello Lovelace, dopo un'approfondita illustrazione sulle capacità sanitarie del complesso ospedaliero da parte del Direttore del ROLE 2, Tenente Colonnello Arnaldo Gallucci, si è cordialmente intrattenuto parlando in italiano con il personale medico vantando le proprie origini italiane.

lunedì 17 marzo 2008

VISITA DEL COMANDANTE DI ISAF AI MILITARI ITALIANI

Si è tenuta lo scorso 12 marzo la visita del Comandante di ISAF Generale Dan McNeill, ai militari del Contingente Italiano impegnati nelle basi operative avanzate delle valli di Mushai e Surobi, rispettivamente a 40 km a sud e 60 km a est di Kabul. Il Generale McNeill, accompagnato dal Comandante del Regional Command Capital di ISAF, Generale Federico Bonato, ha incontrato gli Alpini di ITALFOR, comandati dal Colonnello Michele Risi, e gli Alpini Paracadutisti del Reggimento Ranger. Durante la sua visita l'Alto Ufficiale ha avuto modo di apprezzare gli equipaggiamenti e la professionalità dei militari italiani impegnati nelle attività di controllo del territorio e nel processo di ricostruzione e sviluppo del paese afgano proferendo parole di vivo compiacimento per il lavoro svolto. Il Generale ha inoltre assistito ad un incontro con le autorità civili afgane del comprensorio dove gravitano le forze italiane e ha potuto apprezzare l'assistenza sanitaria quotidiana prestata dai team medici nazionali alla popolazione civile.

SCOPERTO DEPOSITO DI ARMI IN AFGHANISTAN

I militari della 22^ Compagnia Alpini, hanno trovato un cache di munizioni, durante un'attività di assistenza sanitaria in favore della popolazione afgana. I militari stavano curando i civili del villaggio di Halu Keyl quando i locali maleck e le autorità civili afghane, forti della fiducia maturata verso i soldati italiani, informavano il personale del Contingente, della presenza in un vicino cimitero di un deposito di materiale bellico ancora attivo. Arrivati sul posto gli Alpini rinvenivano alcuni RPG7, bombe da mortaio, bombe a mano e sub munizioni. Contattata la polizia locale e il personale del Plotone EOD della Compagnia Genio di ITALFOR, specializzato nella distruzione di ordigni, le munizioni trovate nel cachet, trasportate in un luogo sicuro, venivano fatte brillare.

IL PROSSIMO TURNO IN AFGHANISTAN E' DELLA FRIULI

Nella seconda metà di aprile la guida militare dell’ovest dell'Afghanistan, la regione di Herat, passerà alla Brigata Aeromobile Friuli. Per quella data saranno arrivati sul terreno i cento uomini del Comando, che ha sede a Bologna, e i 350 del 66° Reggimento Aeromobile Trieste di Forlì. Nella stessa area sono presenti le forze speciali italiane della Task Force 45 e, da settembre, i cinque elicotteri Mangusta della Friuli inquadrati, con tre grandi Chinook da trasporto, nella Task Force Fenice. Il potenziamento del settore Ovest è la soluzione che l’Italia ha in animo di sostenere al vertice della NATO che si terrà a Bucarest dal 2 al 4 aprile. Il problema è non aumentare il numero degli uomini in divisa inviati in Afganistan. A questo disegno sarebbe perfettamente funzionale anche la riduzione da 1250 a 500 soldati prevista per la fine dell’estate per il Comando Regionale Capitale, ossia della regione di Kabul, quando scadrà il turno di guida italiana, ora affidato alla Brigata Alpina Taurinense. A quel punto l’Italia potrebbe rinunciare anche alla rotazione del comando con la Francia e con la Turchia, conservando nella zona della Capitale un solo Battaglione Alpino.

mercoledì 12 marzo 2008

IL 183° REGGIMENTO PARACADUTISTI NEMBO AD HERAT

Nell'ambito della rotazione di uomini che formano il Contingente Italiano in Afghanistan, una Compagnia del 183° Nembo si è schierata a Herat, dove è stata inserita nella Task Force a guida della 132^ Brigata Corazzata Ariete. Nei prossimi mesi sembra che cambierà la filosofia di impiego nella formula task force (nuclei di diverse brigate che forniscono singole specialità, che formano insieme una forza di proiezione a comando unificato), per dare luogo ad uno schieramento di Brigata. Voci non confermate parlano di un nuovo impiego fuori area nei primi mesi del 2009 per la Folgore.

CADE ELICOTTERO MILITARE VICINO A FROSINONE

Un elicottero, impegnato in un volo di adestramento ha compiuto un difficoltoso atterraggio di fortuna nei pressi di Frosinone, e i due piloti hanno riportato ferite lievi. Secondo il Comando Provinciale dei Pompieri di Frosinone, l'elicottero dell'Aeronautica Militare Italiana era decollato per un volo d'addestramento dall'Aeroporto Moscardini. Per cause al momento ignote, però, il velivolo ha compiuto un atterraggio di emergenza in piena campagna, in località Starnelle, tra i Comuni di Ceccano e Arnara. "Ci sono due feriti lievi", ha detto un addetto della Sala Operativa dei Vigili del Fuoco. "All'inizio sembrava fosse un incidente più grave, si era parlato di fiamme, ma la nostra Squadra sul posto dice che c'è solo un po' di fumo, e che i Piloti hanno riportato ferite lievi".

IL COMANDANTE DELLE FORZE NAVALI LIBANESI VISITA IL GRUPPO NAVALE DI EUROMARFOR

Il Comandante delle Forze Navali Libanesi, Ammiraglio Boutros Abi Nasr, ha incontrato il Contrammiraglio Ruggiero Di Biase, Comandante del Gruppo Navale di EUROMARFOR e Comandante della Forza Marittima Multinazionale operante nell'ambito della Forza ad Interim in Libano delle Nazioni Unite, a bordo della Unità sede di Comando, Nave Espero, al comando del Capitano di Fregata Nicola Ricciardi. La Fregata Espero, insieme alle altre Unità Navali dei Paesi che contribuiscono alla Task Force 448, tra cui anche il Pattugliatore d'Altura Italiano Comandante Bettica, al comando del Capitano di Fregata Fabio Farina, era in pattugliamento nelle acque prospicenti le coste libanesi per l'assolvimento della propria missione sotto l'egida delle Nazioni Unite in applicazione della Risoluzione n° 1701 e della Risoluzione n° 1773. Il Comandante delle Forze Navali Libanesi ha avuto modo di approfondire la conoscenza sull'organizzazione, sui compiti e sul contributo del Gruppo Navale di EUROMARFOR e della Task Force 448 alla UNIFIL, nonchè di assistere ad alcune attività dimostrative inerenti le tecniche di abbordaggio a unità mercantili sospette e di stabilire, con la Task Force 448, i lineamenti generali della cooperazione e dell'interazione tra le Forze Navali della Task Force di UNIFIL e le Forze Navali Libanesi, con particolare riferimento al loro addestramento. La presenza delle Forze dei Paesi parte della Task Force di UNIFIL (Italia, Francia, Portogallo, Spagna, insieme a Germania, Grecia e Turchia) nelle acque prospicenti le coste libanesi, è finalizzata ad impedire il traffico di armi illegali dal mare verso il Libano e di far rispettare le Risoluzioni ONU 1701 e 1773. Le due Risoluzioni, tra l'altro, comprendono il supporto alle Autorità libanesi affinche' acquisiscano le capacità necessarie per poter far fronte alle proprie responsabilità nel settore della sicurezza all'interno dei propri spazi territoriali, ovvero garantire in proprio il pieno controllo e l'affermazione della propria autorità sul territorio e nelle acque territoriali libanesi.

martedì 11 marzo 2008

NAVE LERICI AD ALGERI PER IL DIALOGO NEL MEDITERRANEO

La Standing NATO Mine Counter Measures Group 2 composta dalla Nave spagnola Supporto e Comando Diana e da cinque Cacciamine (Lerici, Turia, Bad Rappenau, Ayvalik ed Evropi) ha visitato il porto di Algeri dal 3 al 4 marzo secondo un programma di visite annuali inteso a rafforzare l’unione tra la NATO e l’Algeria, definito “dialogo mediterraneo”. Il dialogo mediterraneo è stato avviato nel 1994 e ad oggi include la partecipazione di sette paesi non-NATO: Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Mauritania, Marocco e Tunisia. Tale protocollo riflette l’idea della NATO secondo cui la sicurezza in Europa è strettamente vincolata alla stabilità del Mediterraneo Durante la visita ad Algeri l’equipaggio di nave Lerici ha preso parte a numerose attività insieme ai colleghi algerini per rafforzare lo spirito di collaborazione e condividere regole e procedure nell’ottica di future attività congiunte. Al termine della visita tre Ufficiali algerini sono imbarcati sui Cacciamine della Standing NATO Mine Counter Measures Group 2 durante il trasferimento verso il porto di Napoli per familiarizzare con le attività marinaresche e la vita di bordo. Nei prossimi giorni il Cacciamine Lerici sarà impegnato insieme alle altre unità navali greche, spagnole, tedesche e turche in operazioni di route survey sulle rotte d’accesso dei porti di Gaeta e Formia. Tale attività consiste nella localizzazione e nel riconoscimento di tutti i contatti presenti sul fondale marino, a tutto beneficio della sicurezza della navigazione.

ATTIVITA' CIMIC IN KOSOVO

Continua senza soste l'attività CIMIC del Contingente Italiano in Kosovo. Nei giorni scorsi è stata donata una recinzione, alla Scuola Primaria in lingua albanese Zef Serembe di Glavicice, municipalità di Pec Peje. Il Preside ha ringraziato il Contingente Italiano per la donazione che, servirà a proteggere i circa 260 alunni dai pericoli derivanti dall'adiacente asse viario. I materiali donati si compongono di 1600 m di rete, 550 paletti e 350 chilogrammi di cavo, per un valore di 5000 euro. Inoltre, con una breve cerimonia è stata donata una pompa idraulica alla comunità serba di Belo Polje, Villaggio di etnia serba alle porte di Pec Peje. La pompa servirà ad alimentare la rete idrica della parte alta del Villaggio. Alla cerimonia hanno partecipato tutti i rappresentanti della municipalità. Il Capo Villaggio ha ringraziato il Contingente italiano ed il suo Comandante Generale di Brigata Nicolò Falsaperna, per l'importante opera che quotidianamente svolge a servizio dei cittadini, portando benessere e protezione alle diverse comunità presenti sul territorio. La pompa idraulica di marca italiana è costata 4000 euro. Infine, si è concluso il concorso scolastico riservato alle scuole primarie chiamato "La sapienza e la salute nello stesso luogo". A vincere il concorso una scolaresca della Scuola Primaria di Yll Morina situata nel centro della città di Gjakova, la scuola è frequentata da circa 1400 alunni di etnia albanese. Insieme all'attestato, consegnato alla rappresentante di classe, il CIMIC italiano ha inaugurato sei lotti di bagni il cui costo per la ristrutturazione è stato di 15.000 euro. Alla cerimonia è intervenuto il Comandante del Contingente Italiano Generale di Brigata Nicolò Falsaperna che insieme alla Direttrice ha tagliato il nastro inaugurale. Presenti tutte le autorità locali e tanti alunni con i loro familiari, diversi gruppi di scolari si sono esibiti con abiti folcloristici in canti e balli popolari che hanno dato alla cerimonia un particolare calore che ha impreziosito l'evento.

mercoledì 5 marzo 2008

CAMBIO DEL COMANDO AL FENICE DI HERAT

Presso il Comando Regionale Ovest di Herat, in Afghanistan, il Maggiore Pilota Andrea Salvatore ha ceduto il comando del Task Group Aves Fenice al Tenente Colonnello Pilota Andrea Ascani. Come è ormai tradizione, si tratta infatti del terzo turno, è stato effettuato anche il passaggio di consegna della Bandiera della Brigata Aeromobile Friuli a testimonianza della presenza in Afghanistan dei due Reparti di Volo della Brigata, il 5° Rigel di Casarsa e il 7° Vega di Rimini.

TERMINATA L'ESERCITAZIONE NAVALE NOBLE MANTA '08

Si è conclusa l’annuale esercitazione anti-sommergibile Noble Manta '08, svolta nelle acque antistanti la Sicilia orientale. L’esercitazione, condotta dall’Ammiraglio di Squadra Roberto Cesaretti, Comandante della Componente Marittima della NATO, ha visto la partecipazione di nove nazioni. Sei sommergibili, forniti da Grecia, Italia, Norvegia, Spagna, e Turchia, si sono alternati nei ruoli di cacciatore e preda. Ad insidiare i sommergibili unità navali appartenenti alla Standing NATO Maritime Group 2, in cui opera la Fregata Euro, ma anche dodici aerei da pattugliamento marittimo rischierati a Sigonella e gli elicotteri della Marina Militare della base elicotteri di Fontanarossa, Catania. Anche in questa occasione gli equipaggi dei velivoli Atlantic, composti da personale appartenente sia alla Marina Militare che all’Aeronautica Militare, hanno ottenuto risultati lusinghieri, riportando il maggio numero di scoperte.

lunedì 3 marzo 2008

I CARABINIERI AVVIANO IL TERZO CORSO PER LA POLIZIA IRACHENA

Inizierà in questo mese il terzo corso di addestramento organizzato dagli istruttori dell’Arma dei Carabinieri, agli ordini del Colonnello Fabrizio Parrulli, a favore delle forze di polizia irachene nell’ambito della NATO Training Mission Iraq. I corsi sono stati avviati nel 2007 su richiesta del primo ministro iracheno Nouri Al-Maliki; l’auspicio è che gli insegnamenti possano essere poi divulgati dai frequentatori del corso agli altri esponenti delle forze di polizia irachene. Il secondo corso si è concluso recentemente con la cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione ai frequentatori, la manifestazione si è tenuta il 19 febbraio 2008 a Baghdad. Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, l’ambasciatore italiano in Iraq, Maurizio Melani, il generale Babakir Zebari, capo di stato maggiore delle forze joint irachene, il generale Alessandro Pompegnani, vice comandante della NATO Training Mission Iraq. Nel corso della cerimonia si è tenuta anche una dimostrazione di operazioni anti-insurrezione e di gestione e controllo della folla.

IL COMANDANTE DEL GRUPPO NAVALE DI EUROMARFOR HA ASSUNTO IL COMANDO DELLA FORZA MARITTIMA DI UNIFIL

Il Comandante del Gruppo Navale della Forza Marittima Europea, Contrammiraglio Ruggiero Di Biase, ha assunto il comando della Forza Marittima Multinazionale operante nell’ambito della Forza ad Interim in Libano delle Nazioni Unite avvicendando il Contrammiraglio della Marina Militare Tedesca Hans Christian Luther. Dalle 15:00, ora italiana, il Gruppo Navale della Forza Marittima Europea ha iniziato ad operare sotto l’egida dell’ONU nell’ambito della Forza Marittima Multinazionale di UNIFIL, acquisendone il Comando, che viene esercitato a livello di controllo operativo su delega dell’UNIFIL Force Commander. L’assunzione del Comando è avvenuto nel corso della cerimonia che si è svolta a bordo della Nave della Marina Tedesca Bayern, nelle acque antistanti Beirut, alla presenza di alte cariche politiche e militari di vari Paesi, tra le quali il Ministro della Difesa Tedesco Franz Jung, l’Ambasciatore d’Italia a Beirut Gabriele Checchia, in rappresentanza del Ministro della Difesa, il Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze, Generale di Corpo d’Armata Mauro Del Vecchio, in rappresentanza del Capo di Stato Maggiore della Difesa, il Comandante in Capo della Squadra Navale ed attuale Comandante della EUROMARFOR, Ammiraglio di Squadra Giuseppe Lertora, il Comandante della Forza UNIFIL, Generale di Divisione Claudio Graziano. Si tratta di un evento di rilevante importanza per la Forza Marittima Europea poiché, per la prima volta dalla sua istituzione (1995), un proprio Gruppo Navale prende parte ad un’operazione reale sotto egida dell’ONU, con il suo Comandante, investito della carica di Comandante della Maritime Task Force UNIFIL (CTF 448). Nella Maritime Task Force UNIFIL, oltre alle Navi del Gruppo Navale della EUROMARFOR, (la Fregata Espero e il Pattugliatore d’Altura Comandante Bettica, la Fregata francese Courbet e il Pattugliatore spagnolo Vencedora), sono al momento integrate tre Unità della Marina Tedesca, due Unità della Marina Greca ed un’Unità della Marina Turca. Lo scopo dell’Operazione, denominata Impartial Behaviour, è di supportare la UNIFIL nel garantire l’attuazione delle Risoluzioni ONU 1701 e 1773, in accordo alle direttive dell’UNIFIL Force Commander. In particolare, i compiti discendenti dalle risoluzioni, comprendono, tra gli altri, il supporto alle autorità libanesi nel far fronte alle proprie responsabilità nel settore della sicurezza all’interno dei propri spazi territoriali, ovvero nell’acquisire il pieno controllo ed affermare la propria autorità sul proprio territorio ed acque territoriali.

venerdì 29 febbraio 2008

NAVE ETNA E NAVE BORSINI GIUNTE A KUWAIT CITY

Nella prima mattinata del 27 febbraio la Rifornitrice di Squadra Etna e il Pattugliatore Comandante Borsini sono giunte nel porto di Kuwait City, tappa di fondamentale importanza per le attività legate alla Cmpagna Navale Medal '08. La sosta in Kuwait è l’occasione per permettere l’incontro da parte del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio di Squadra Paolo La Rosa, con le massime autorità militari e civili locali. Durante i giorni della sosta sono previste una serie di attività a cui prenderanno parte il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, il Comandante del Gruppo Navale, Capitano di Vascello Giorgio Gomma, e gli equipaggi delle due navi.

26 FEBBRAIO 2008: IL CAPO DI STATO MAGGIORE VISITA I MILITARI AD HERAT

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Vincenzo Camporini, è atterrato all’Aeroporto Militare di Herat, per la sua prima visita ufficiale di due giorni al Contingente Italiano impiegato nella Missione ISAF nella regione ovest dell’Afghanistan. Il Capo di Stato Maggiore, accompagnato dall’Ambasciatore d’Italia in Afghanistan, Ettore Francesco Sequi e dal Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze Generale di Corpo d’Armata Mauro Del Vecchio è stato accolto dal Comandante del Regional Command West, Generale di Divisione Fausto Macor. Il primo impegno presso il Provincial Reconstruction Team di Herat, unità di uomini e donne dell’Esercito Italiano che opera con il Gruppo di Cooperazione Civile-Militare in sinergia con la delegazione civile del Ministero degli Affari Esteri Italiano presente in Herat. Questo inverno, il più rigido degli ultimi venti anni, ha determinato uno sforzo senza precedenti del Provincial Reconstruction Team italiano: il Colonnello Massimo Bettini, Comandante dell’Unità, ha nella fattispecie descritto le opere e le iniziative attuate per alleviare la popolazione afgana afflitta dagli effetti del rigore invernale ed i progetti in atto per prevenire le eventuali ripercussioni conseguenti allo scioglimento delle nevi ed all'innalzamento del regime idrico dei fiumi. Dopo una visita nel distretto di Farah dove opera il Provincial Reconstruction Team americano, il Generale Camporini ha fatto quindi rientro nella base aeroportuale di Herat, sede del Forward Support Group e del Comando del Regional Command West ed ha tenuto un discorso di fronte ai militari italiani, esprimendo la propria ammirazione e gratitudine per il loro operato e rivolgendo un sincero ringraziamento alle loro famiglie che sostengono dall’Italia un comprensibile e duro sacrificio. Infine, prima di lasciare Herat, il Capo di Stato Maggiore ha rivolto ai militari italiani l’incoraggiamento a continuare con la stessa determinazione ed entusiasmo nell'importante attività di sostegno del popolo afgano, attività riconosciuta ed apprezzata da tutta l’Italia.

26 FEBBRAIO 2008: IL CAPO DI STATO MAGGIORE DELLA DIFESA VISITA I MILITARI DELL'ISAF

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Vincenzo Camporini ha visitato i militari italiani del Contingente schierato a Kabul. Accompagnato dall’Ambasciatore italiano in Afghanistan, Ettore Sequi, e dal Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze, Generale di Corpo d’Armata Mauro Del Vecchio, il Generale Camporini ha dapprima incontrato a Camp Invicta i militari di ITALFOR XVII, unità attualmente costituita dal 2° Reggimento Alpini e comandata dal Colonnello Risi, alla presenza del Generale Primiceri Italian Senior Officer. La visita è poi proseguita presso la base della Task-Force Surobi, composta da personale del 4° Alpini Paracadutisti e del 185° Reggimento Acquisitori Obiettivi della Folgore, dove è stata scoperta una lapide in memoria del 1° Maresciallo Giovanni Pezzulo, caduto il 13 febbraio 2008 nella zona orientale di Kabul, in un attacco ad una pattuglia italiana che aveva appena terminato la distribuzione di aiuti umanitari alla popolazione locale. Il Generale Camporini ha concluso il proprio tour a Kabul recandosi a Camp Warehouse, sede del Regional Command Capital, il comando multinazionale di ISAF responsabile per la regione di Kabul guidato dal Generale Bonato. Rivolgendosi ai militari delle quattro Forze Armate incontrati durante la giornata, il Generale Camporini ha espresso a nome del Paese grande soddisfazione e riconoscenza per i risultati conseguiti in terra afgana, in un contesto assai delicato ed impegnativo sia dal punto di vista militare che sociale.

LA MEDAL '08 APPRODA NEL GOLFO PERSICO

La Campagna Navale Medal ’08, che vede impegnate Nave Etna e Nave Comandante Borsini, è entrata nel vivo delle sue attività: dopo tre settimane di presenza e sorveglianza marittima in Mediterraneo ed in Mar Rosso è giunta nel Golfo Persico. Il Gruppo Navale, comandato dal Capitano di Vascello Giorgio Gomma, ha svolto una esercitazione con il Pattugliatore Masnoor della Marina Reale Omanita, eseguendo manovre cinematiche in formazione ravvicinata e una esercitazione di scambio tracce per la compilazione della situazione di superficie. Una dimostrazione di boarding effettuata sull’Unità Omanita ha avuto un ottimo ritorno addestrativo e ha riscosso un ampio consenso da parte dell’equipaggio del Masnoor. L’attività bilaterale con le Unità estere ha il duplice obiettivo di mantenere elevato il livello addestrativo e di rafforzare il dialogo e l’interoperabilità con le marine dei paesi di quello che viene definito Mediterraneo Allargato. La capacità di poter operare in contesti marittimi diversificati, il contributo all’azione di deterrenza verso fenomeni illegali, il supporto alle attività commerciali ed industriali e la promozione delle iniziative di cooperazione, sono gli obiettivi che Nave Etna e Nave Comandante Borsini stanno attualmente perseguendo nelle acque del Golfo Persico: compiti che gli uomini e le donne del Gruppo Navale assolvono quotidianamente animati da forte senso del dovere coerentemente con le migliori tradizioni della Marina Militare.

23 FEBBRAIO 2008: IL CAPO DI STATO MAGGIORE IN VISITA AL CONTINGENTE ITALIANO IN LIBANO

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Vincenzo Camporini, accompagnato dal Generale di Corpo d’Armata Mauro Del Vecchio, Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze Difesa, ha fatto visita al Contingente Italiano in Libano. Ad accoglierlo, nella Base di Naqoura, presso il Comando UNIFIL, era presente il Colonnello Gerardo Restaino, Comandante della componente nazionale. Nel corso dell’incontro con il Comandante della Forza, Generale di Divisione Claudio Graziano, il Capo di Stato Maggiore della Difesa ha avuto modo di ricevere il quadro di situazione sui compiti e sullo sviluppo attuale della missione. Successivamente, il Generale Camporini si è recato nella Base di Shama, ove è stato accolto dal Generale di Brigata Paolo Ruggiero, Comandante della Joint Task Force Lebanon Sector West attualmente su base 132ª Brigata Corazzata Ariete. Dopo l’incontro con i militari del 3° Reggimento Savoia Cavalleria, del 10° Reggimento Genio Guastatori Ariete e del 6° Reggimento di Manovra, la visita è proseguita nella Base di Marakah, sede dell’11° Reggimento Bersaglieri, dove il Capo di Stato Maggiore della Difesa ha potuto assistere ad un’attività CIMIC del Contingente, presenziando alla donazione di quattro generatori di energia elettrica alle municipalità di Aytit, Qana, Mahrouna e Kafra , alla presenza dei rispettivi Sindaci e di altre Autorità locali. Infine, ha raggiunto Tibnin, sede del Comando della Joint Task Force Lebanon, costituita da circa 2200 militari italiani ai quali si uniscono i contingenti di Francia, Ghana, Corea del Sud e Slovenia. Qui, a cura del Generale Ruggiero, gli sono state illustrate le attività operative, logistiche e umanitarie in atto nel settore di responsabilità. Nel rivolgersi poi ai militari del Contingente, il Generale Camporini ha voluto manifestare il proprio ringraziamento per l’opera svolta, affermando che “tutto il Paese segue con attenzione ed affetto il vostro impegno e sacrificio, dove riuscite a coniugare competenza tecnica e straordinaria capacità di relazioni con la popolazione libanese”. Soffermandosi poi sulla nobiltà della missione e di come i soldati italiani sappiano interpretarla quotidianamente, il Generale Camporini ha rivolto un pensiero alle famiglie dei militari che “condividono ansie e sacrifici dei loro congiunti, per il delicato e difficile lavoro da loro svolto”.

sabato 23 febbraio 2008

ATTENTATO IN AFGHANISTAN: FERITI DUE ITALIANI

Un ordigno è esploso al passaggio di un convoglio italiano nell'ovest dell'Afghanistan. Due militari sono rimasti lievemente feriti e un veicolo Lince è stato danneggiato. L'esplosione è avvenuta sabato mattina, alle ore 11:30 locali a circa 30 km a nord di Delaram (Provincia di Farah), lungo la Valle del Gulestan. I militari italiani feriti sono stati trasportati presso l'ospedale militare della base di Camp Arena, a Herat. Appena rientrati in base gli stessi hanno informato personalmente le loro famiglie. Il ferimento degli italiani arriva solo dieci giorni dopo l'uccisione del Maresciallo Giovanni Pezzulo. Il Ministro della Difesa Arturo Parisi, fa sapere con una nota che, "appresa la notizia dell'esplosione verificatasi stamane nella Valle del Gulistan, a circa 30 km a nord di Delaram nel settore di responsabilità italiano, si è subito accertato delle condizioni di salute del personale coinvolto in ordine alle quali è stato rassicurato dal capo di Stato Maggiore della Difesa circa il carattere lieve delle lesioni riportate". Parisi, prosegue la nota, "ha avuto conferma del fatto che entrambi i militari hanno personalmente contattato i loro familiari ed ha immediatamente informato il Presidente della Repubblica ed il Presidente del Consiglio", esprimendo ai due militari "l'augurio di una pronta guarigione".

giovedì 21 febbraio 2008

ITALIANI ANCORA IN IRAQ

Un anno dopo il ritiro del Contingente Antica Babilonia da Nassirya, i militari italiani sono di nuovo protagonisti in Iraq, dove per i successi conseguiti nell’addestramento delle forze irachene ottengono riconoscimenti dalle autorità di Baghdad e dal comando statunitense del Generale David Petraeus. La missione addestrativa dei Carabinieri inserita nel programma NATO Training Mission-Iraq ha concluso in dicembre il corso di addestramento avanzato che ha permesso di costituire il primo Battaglione di Polizia Irachena perfettamente in grado di far fronte alle minacce di insurrezione, guerriglia e terrorismo. Un corso di otto settimane che ha riguardato 450 Agenti iracheni, selezionati dagli stessi istruttori italiani, che hanno potuto acquisire le tecniche e le tattiche adottate dai Reparti MSU (Multinational Specialied Unit) impiegati con successo dall’Arma in Bosnia, Kosovo e a Nassirya. Del ruolo dei nostri istruttori (80 Carabinieri provenienti in gran parte dai reparti della 2a Brigata Mobile incluso il Reggimento Paracadutisti Tuscania e il Gruppo d’Intervento Speciale), hanno riferito diffusamente i giornali e le televisioni irachene nonché la newsletter settimanale This Week in Iraq del Comando alleato di Baghdad che ha dedicato all’Arma la prima pagina con un articolo dal titolo “Carabinieri training Iraqi Police”.“L’obiettivo di questo corso è creare unità specializzate di polizia in grado di garantire la sicurezza in tutto l’Iraq”, ha dichiarato il Comandante della missione dell’Arma, Colonnello Parrulli, a This Week in Iraq aggiungendo che “si tratta di un addestramento specializzato utile non solo per le operazioni attuali ma anche per costruire la nuova polizia irachena”. L’esercitazione di fine corso, alla presenza del Primo Ministro Nouri Al Maliki, ha confermato le capacità operative raggiunte dal primo degli almeno otto Battaglioni di Polizia iracheni che i Carabinieri addestreranno nei prossimi due anni, come previsto dall’accordo siglato a Roma il 28 giugno scorso dai Ministri Arturo Parisi e Mohammed Jasim Al Mafriji. L’addestramento fornito dai team dell’Arma, guidati dal Tenente Colonnello Antonio Frassinetto, consente di istruire i quadri iracheni che a loro volta addestreranno altri Battaglioni di Agenti sotto la supervisione italiana. Come ha ricordato il 31 gennaio nel corso dell'inaugurazione dell'anno accademico della Scuola Ufficiali Carabinieri il Ministro della Difesa, Arturo Parisi, i Carabinieri sono ben considerati dai ''nostri alleati e dai nostri amici nel resto del mondo''. ''Poche settimane or sono, a Baghdad, ha affermato Parisi, il Generale statunitense Petraeus, parlando di fronte agli Allievi della Polizia Irachena appena qualificati dal corso di formazione condotto dai nostri Carabinieri, ha definito l'Arma “the best of the best police”. In Iraq, ha detto nel corso della cerimonia il Comandante Generale dell'Arma, Gianfrancesco Siazzu, i Carabinieri stanno portando avanti un programma di formazione dell'Iraqi National Police, ''che ha già interessato circa 900 Poliziotti''. Attività analoghe vengono condotte da circa 700 carabinieri attualmente impegnati in varie parti del mondo, dall'Afghanistan al Kosovo. Le necessità della Iraqi National Police riguardano soprattutto l’addestramento nei settori investigativo, antisommossa e antiguerriglia, compiti che Washington voleva assegnare ai carabinieri, ritenuti la migliore polizia a status militare del mondo. Nonostante il ritiro del Contingente da Nassirya, dove i nostri hanno istruito 3000 militari e 11.000 Agenti iracheni, l’Italia continua a mantenere in Iraq più circa 150 militari con compiti addestrativi e una quarantina di Carabinieri del Tuscania addetti alla sicurezza dell’ambasciata italiana. Oltre alla missione dei Carabinieri, Ufficiali iracheni studiano nelle scuole militari italiane, la Marina ha ricevuto in dono sei motovedette dismesse dalle Capitanerie di Porto, mentre a Rustamiyah, nei pressi di Baghdad, una settantina di istruttori militari italiani lavorano all’Accademia della NATO che forma i nuovi Ufficiali iracheni. Un ruolo di grande rilievo confermato dal posto di Vice Comandante della NATO Training Mission assegnato a un Generale di Divisione italiano, attualmente Alessandro Pompegnani.

mercoledì 20 febbraio 2008

SERGENTE MAGGIORE CARMINE BASSO

Il Comandante della Brigata Bersaglieri Garibaldi, Generale Vincenzo Iannuccelli, ha consegnato al Sergente Maggiore Carmine Basso, effettivo all'8° Reggimento Bersaglieri, l'attestato con il quale il Comandante delle Scuole dell'Esercito lo ha autorizzato a fregiarsi del distintivo per Comandanti di reparti ed unità dotati di mezzi corazzati. Lo speciale riconoscimento è stato conferito per la condotta tenuta dal Sottufficiale in occasione della sua partecipazione agli scontri a fuoco del 5 agosto 2004 (battaglia dei ponti) a Nassirya, ove, al comando di una coppia di VCC Dardo, contrastava, fino ad annullare, l'azione della fazione avversaria.

PARTITA PER IL LIBANO LA FORZA MARITTIMA EUROPEA

Il 20 febbraio a Taranto, sulla Portaeromobili Garibaldi, ha avuto luogo la cerimonia di attivazione della Forza Marittima Europea (EUROMARFOR). Alla cerimonia ha presenziato il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio di Squadra Paolo La Rosa, in rappresentanza del Capo di Stato Maggiore della Difesa, accompagnato dai rappresentanti militari dei paesi interessati e dall'Ammiraglio di Squadra Giuseppe Lertora, Comandante in Capo della Squadra Navale e attuale Comandante dell’EUROMARFOR. Il Gruppo Navale, composto da due navi italiane, la Fregata Espero ed il Pattugliatore d’Altura Comandante Bettica, una nave francese, la Fregata Courbet, e una spagnola, il Pattugliatore Vencedora, è al comando del Contrammiraglio Ruggiero Di Biase. Il Gruppo è partito per dislocarsi nelle acque libanesi dove si integrerà con unità navali tedesche, greche e turche per dare vita alla Forza Marittima dell‘UNIFIL (UN Interim Force in Lebanon). Le operazioni aeronavali dell’UNIFIL si estenderanno dal 1° marzo al 31 agosto del 2008 sempre sotto il comando del Contrammiraglio Ruggiero di Biase, che assumerà per l’occasione anche il ruolo di comandante della Task Force 448. La Marina Militare dopo l’Operazione Leonte ritorna ad assumere il comando di un dispositivo aeronavale per garantire la sicurezza della navigazione, in particolare del traffico mercantile, nelle acque mediorientali.Per la Forza Marittima Europea (EUROMARFOR) la missione è la prima operazione di peace-keeping sotto egida delle Nazioni Unite.

MEDAGLIA D'ORO A EUGENIO NIGRO

Con Decreto del Presidente della Repubblica del 14 febbraio 2008 è stata conferita la Medaglia d'Oro al Valor Civile alla Memoria al Caporale della Brigata Folgore Eugenio Nigro, deceduto il 6 agosto 2007 mentre tentava di domare un incendio. Ecco la motivazione dell'onorificenza: "In licenza ordinaria presso la famiglia, in occasione di un violento incendio, si prodigava con encomiabile slancio e grande determinazione nell'arginare le fiamme che minacciavano di raggiungere alcune abitazioni, perdendo nel disperato tentativo la giovane vita. Mirabile esempio di elette virtù civiche e di generoso spirito di servizio spinti fino all'estremo sacrificio. Lappano, Caserta, 6 agosto 2007"

martedì 19 febbraio 2008

CONSEGNATA LA BANDIERA DI GUERRA AL SOMMERGIBILE SCIRE'

Il Ministro della Difesa Arturo Parisi, ha partecipato a Livorno alla cerimonia di consegna alla Marina Militare del Sommergibile Scirè. Nel corso dello stesso evento, è stata anche consegnata la Bandiera di Combattimento alla nuova Unità subacquea della Marina Militare. Il Ministro Parisi, accompagnato dal Generale Vincenzo Camporini, Capo di Stato Maggiore della Difesa, è stato ricevuto dall’Ammiraglio Paolo La Rosa, Capo di Stato Maggiore della Marina, e dall’Ammiraglio Franco Paoli, Comandante in Capo del Dipartimento Marittimo di La Spezia. Alla cerimonia erano presenti, fra gli altri, il Senatore Lorenzo Forcieri, Sottosegretario di Stato alla Difesa, l’Ammiraglio Franco Pagnottella, Presidente dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia, l’Ingegnere Giuseppe Bono, Amministratore Delegato di Fincantieri e numerose altre autorità religiose, civili e militari.

ODERZO: CELEBRATI I FUNERALI DEL 1° MARESCIALLO GIOVANNI PEZZULO

Più di 2000 persone hanno dato l’addio, sabato 16 febbraio, a Giovanni Pezzulo al Duomo di Oderzo. Sono le 11:15 quando il carro funebre, partito dalla camera ardente allestita alla Caserma Mario Fiore di Motta di Livenza, arriva sul sagrato. Poco prima aveva fatto il suo ingresso nella Cattedrale il Ministro della Difesa Arturo Parisi in rappresentanza del Governo. Presenti al completo i vertici delle istituzioni civili e militari. Dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Fabrizio Castagnetti, al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gianfranco Siazzu. Una corona d’alloro del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano era stata già deposta nel Duomo. Nella Chiesa c’erano anche i Gonfaloni della Regione Veneto, della Provincia di Treviso e del Comune. Alle numerose corone di fiori già sistemate all’esterno della chiesa, se ne sono poi aggiunte altre che sono state portate con un mezzo dell’Esercito dalla Caserma Fiore. A Venezia, su disposizione del Presidente Giancarlo Galan, la Bandiera della Regione a Palazzo Balbi è stata esposta a mezz’asta in segno di lutto. All’arrivo del carro funebre, la piazza, gremita di persone, si è sciolta in un applauso mentre il picchetto di militari delle quattro Armi e della Guardia di Finanza rendeva gli onori al triplice squillo di tromba. La bara è stata portata a spalla nel Duomo da Marescialli dell’Esercito di vari Corpi che hanno lavorato con Pezzulo. A precederli il Colonnello Celestino Di Pace, Comandante del CIMIC Group South di Motta di Livenza al quale Pezzulo apparteneva. Anche il Papa Benedetto XVI ha pregato per Pezzulo. A dirlo è stato il Vescovo di Vittorio Veneto, Corrado Pizziolo, in un breve intervento prima che cominciasse il rito. Il Monsignore ha detto di aver ricevuto una telefonata dal Vaticano in cui veniva comunicato che il Papa rivolgeva tutta la sua solidarietà alla famiglia di Pezzulo e che la assicurava nella sua preghiera in suffragio. "Giovanni ha dato il meglio di sé". E’ uno dei passaggi centrali dell’omelia pronunciata dall’Odinario Militare, Monsignor Vincenzo Pelvi. "Giovanni, ha proseguito, è rimasto vittima di un nuovo vile attentato. Ancora una volta il terrorismo, impaurito dalla solidarietà, ha manifestato il disprezzo per la vita umana. Come credere a Dio e alla sua bontà, si è chiesto, se permette una tale follia omicida?", indicando poi che "in Giovanni si è manifestato in modo supremo l’amore di Dio". Il funerale è terminato poco dopo mezzogiorno. La bara di Pezzulo viene portata sul sagrato e riposta nel carro funebre. Poco prima il Tricolore che avvolgeva il feretro era stato consegnato alla moglie. L’auto è quindi partita tra gli applausi della gente e i saluti militari alla volta del cimitero di Oderzo. Qui, dopo la tumulazione, un gruppo di amici ha fatto ascoltare "Io vagabondo" dei Nomadi, il brano tanto amato dal militare caduto in Afghanistan. Dopo le prime note, poi, in molti hanno sovrapposto la propria voce a quella del gruppo musicale. Poco prima era stata la stessa Giuseppina a salutarlo a suo modo: "Ci manchi già, vagabondo". Il Ministro della Difesa Arturo Parisi, presente ai funerali di Giovanni Pezzulo nel Duomo di Oderzo, ha ricordato il Maresciallo ucciso dai Talebani in una lettera inviata a Walter Veltroni in occasione della costituente del Partito Democratico. "Ancora una volta, ha scritto, devo prendere commiato da un Italiano che in nome dell’Italia e su mandato della Repubblica è caduto in una terra nella quale non era nato. Giovanni Pezzulo non era in Afghanistan per una scelta occasionale. Egli era lì per dar seguito alla missione alla quale aveva dedicato la sua vita. Era lì da soldato che sa che la sicurezza non è una condizione sufficiente perché la convivenza sociale deve essere riempita di tutta la ricchezza della vita, ma sa anche che senza un quadro di sicurezza nessun progetto di vita comune può essere realizzato né pensato. E per questo motivo è stato ucciso. Del mandato che noi gli avevamo affidato, del mandato che stava svolgendo, del mandato per il quale è morto Giovanni Pezzulo era orgoglioso anche perché sapeva che noi eravamo orgogliosi di lui. Ce lo ha ripetuto ancora una volta attraverso la voce di sua figlia che tutti hanno sentito. Ce lo ha ripetuto attraverso la determinazione della sua ragazza a prendere il posto del padre. Ce lo ha ripetuto attraverso la richiesta della sua famiglia di esporre alla finestra il tricolore per rendere manifesto che il loro caro era morto per l’Italia e in nome dell’Italia, e che il lutto che oggi qua celebriamo non è un lutto privato ma un lutto comune. Io sono ad Oderzo per ascoltare ancora una volta le sue parole, per ascoltarle assieme ai suoi familiari, e commilitoni. Anche se lontani io so che sono parole che ascoltiamo assieme, e assieme a tutti gli italiani".

venerdì 15 febbraio 2008

NAPOLITANO RENDE OMAGGIO ALLA SALMA DI PEZZULO

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al rientro da Milano, ha reso omaggio, nella camera funeraria dell'Aeroporto di Ciampino, alla salma del 1° Maresciallo Giovanni Pezzulo, deceduto a seguito di un attacco terroristico in Afghanistan, mentre assolveva ai suoi doveri nell'ambito della Missione ISAF, in uno dei momenti delicati dell'impegno italiano per la ricostruzione civile del paese. Successivamente il Presidente Napolitano si è recato al Policlinico Militare del Celio dove ha visitato il Maresciallo Enrico Mercuri, rimasto ferito nella stessa circostanza, e incontrato i familiari. In seguito, un Picchetto d'Onore ha salutato nuovamente la salma del caduto, prima di essere trasferita a Oderzo, luogo di residenza di Pezzulo, dove si terranno sabato i funerali.

BEN QUINDICI PROIETTILI HANNO RAGGIUNTO IL 1° MARESCIALLO GIOVANNI PEZZULO

Il 1° Maresciallo Giovanni Pezzulo è stato raggiunto da almeno quindici colpi d’arma da fuoco tutti mortali. Lo ha accertato l’autopsia svoltasi nell’istituto di medicina legale di Roma. L’accertamento, affidato al Dottor Carella, è cominciato alle ore 08:00 e si è concluso verso le 13:00. Il 1° Maresciallo Giovanni Pezzulo, secondo quanto accertato dall’autopsia eseguita dal Dottor Carella, è deceduto sotto una vera e propria pioggia di fuoco. I proiettili hanno trapassato il corpo e sono poi fuoriusciti. I risultati dell’accertamento sono stati poi comunicati al Procuratore Aggiunto Franco Ionta titolare, insieme con il Sostituto Giancarlo Amato, dell’inchiesta giudiziaria.

GIUNTA IN ITALIA LA SALMA DEL 1° MARESCIALLO GIOVANNI PEZZULO

Il C130 dell’Aeronautica Militare con a bordo la salma del 1° Maresciallo Giovanni Pezzulo, è atterrato all’Aeroporto Militare di Ciampino poco dopo la mezzanotte, tra giovedì 14 febbraio e venerdì 15 febbraio. La bara, avvolta nel Tricolore, è stata accompagnata nel mesto viaggio di rientro in Italia dal Generale Mauro del Vecchio, Capo del Comando Operativo di Vertice Interforze. Ad attenderlo i famigliari del Sottufficiale, il Ministro della Difesa Arturo Parisi, Fausto Bertinotti e autorità militari. Dopo il triste saluto al feretro e gli onori militari, la bara è stata trasportata all’Istituto di medicina legale di Roma per l’esame autoptico. “Papà era in Afghanistan per portare la pace e non è la prima volta che andava all’estero: tutti i giorni ci mandava le foto di quello che faceva con i bambini nelle scuole che ricostruivano”. Sono le parole di Giusy Pezzulo, figlia diciottenne del Maresciallo morto. La ragazza ricorda che il padre “aveva scelto di far parte di un Reparto dell’Esercito che si occupa di ricostruire, ed era orgoglioso di quello che faceva. Credeva fino in fondo al suo lavoro, sottolinea, mettendo al servizio dello Stato e della Patria la propria vita”.

giovedì 14 febbraio 2008

IN VIAGGIO PER L'ITALIA LA SALMA DI GIOVANNI PEZZULO

L'ultimo saluto del Contingente Italiano in Afghanistan al 1° Maresciallo Giovanni Pezzulo, è avvenuto sotto la neve di Kabul. Subito dopo la commossa cerimonia di commiato, l'aereo militare che riporta in Italia il feretro del Sottufficiale ucciso è partito alla volta di Ciampino, dove arriverà nella serata. Alla cerimonia a Kabul erano presenti, commossi, alcuni dei suoi commilitoni (gli altri gli avevano reso omaggio prima a Camp Invicta, il quartier generale italiano) e i suoi comandanti: il Generale Federico Bonato e il Colonnello Michele Risi. Nella camera ardente allestita all'interno dell'hangar, a ridosso della pista, c'è stato giusto il tempo della benedizione della salma da parte del Cappellano del Contingente, Don Marco Galanti. Qualche minuto di raccoglimento e poi la bara, avvolta nel Tricolore, è stata portata a spalla per 500 metri lungo la pista, fino al C130 dell'Aeronautica predisposto per il ritorno in Italia.

TORNA IN ITALIA IL MILITARE FERITO IN AFGHANISTAN

Il C130 dell'Aeronautica mobilitato per rimpatriare il Maresciallo Enrico Mercuri, ferito ieri in Afghanistan, è decollato poco fa dall'Aeroporto Militare di Kabul: dopo un probabile scalo negli Emirati Arabi Uniti, il Sottufficiale giungerà a Ciampino in serata. "Sta bene", assicura chi l'ha visto. Mercuri, che è stato sottoposto a un intervento chirurgico per una ferita a una gamba, è giunto in aeroporto con un elicottero francese direttamente dall'Ospedale di Camp Warehouse, a Kabul, dove è stato ricoverato subito dopo lo scontro a fuoco. E' sceso dall'elicottero su una barella portata da quattro militari e, dopo essere stato trasferito su un altro lettino, è stato messo a bordo del C130. A bordo del velivolo sarà assistito dal Capitano Medico dell'Aeronautica Giuseppe Stella, un Ufficiale esperto, reduce di Nassiriya. Durante il rapido trasferimento tra i velivoli Mercuri è stato salutato, tra gli altri, dall'Ambasciatore italiano a Kabul, Ettore Sequi, con cui ha scambiato qualche rapida battuta.

ITALIANI, ESPONETE IL TRICOLORE ALLE VOSTRE FINESTRE!

Si svolgeranno sabato nel Duomo di Oderzo, provincia di Treviso, con inizio alle ore 10:30, le esequie di Giovanni Pezzulo, il 1° Maresciallo del CIMIC Group South ucciso in Afghanistan mercoledì scorso. È quanto ha fatto sapere il Parroco di Oderzo, Monsignor Piersante Dametto. I familiari di Giovanni Pezzulo avrebbero avanzato la proposta, rivolta a chiunque lo vorrà, di esporre, come gesto di solidarietà, un Tricolore alla finestra. Lo si apprende da fonti vicine alla famiglia. Questo, è stato anche spiegato, per il forte attaccamento e sentimento di fierezza che il 1° Maresciallo nutriva nei confronti della Bandiera italiana sia in Patria sia durante le missioni all'estero. Un sentimento di appartenenza e di fierezza che rende onore ancor di più al 1° Maresciallo Giovanni Pezzulo. Oggi pomeriggio, intanto, il fratello di Giovanni Pezzulo, Salvatore, partirà alle ore 14:00 alla volta dell’aeroporto di Ciampino a bordo dell'aereo militare che l'Esercito ha messo a disposizione da Treviso, dove attenderà l’arrivo dell’aereo con la salma del fratello che giungerà alle 22:30. Salvatore, che abita a Carinola e fa il Poliziotto della Stradale a Mondragone, sul litorale domizio, insieme agli altri fratelli del soldato aveva raggiunto nella notte l'abitazione della cognata a Oderzo. Lo accompagnerà nel viaggio verso Ciampino un collega della vittima, con il quale condivideva una amicizia molto stretta. Altre tre fratelli di Giovanni, giungeranno a Ciampino direttamente da Carinola. La moglie e la figlia di Pezzulo rimarranno invece nella loro abitazione di Oderzo. Dopo il rientro della salma a Ciampino, la salma sarà portata già nel pomeriggio di domani nella Caserma Fiore di Motta di Livenza, sede del Comando CIMICc, dove si sta già allestendo la camera ardente.

GIOVANNI PEZZULO: SCAMPATO ALLA STRAGE DI NASSIRYA

Il 1° Maresciallo Giovanni Pezzulo, il 12 novembre 2003 scampò alla strage di a Nassiriya in Iraq: "Era a 50 metri dall’esplosione", ha raccontato un amico. In Afghanistan era distaccato nella FOB (Forward Operating Base), la base operativa avanzata di Surobi, a una trentina di chilometri a ovest di Kabul, sulla strada per Jalalabad. Un fortino in una zona considerata nevralgica e anche molto pericolosa. Questo isolato avamposto è retto, a turno, dai militari del Paese che hanno il comando della ;issione ISAF nella regione (adesso, l’Italia) ed è attualmente presidiato da uomini del CIMIC, del 185º Reggimento della Folgore e da Alpini Paracadutisti, cioè i Rangers di cui fa parte il Maresciallo Enrico Mercuri, rimasto lievemente ferito. Il fortino di Surobi è considerato dall’ISAF molto importante perchè strategico per il controllo della provincia di Kapisa, dove si trovano gruppi di talebani. E per un efficace controllo del territorio, l’attività umanitaria svolta dal reparto di cui faceva parte Pezzulo è considerata fondamentale in quanto consente di ottenere la fiducia della popolazione.

mercoledì 13 febbraio 2008

CORDOGLIO DEL MINISTRO PARISI PER LA MORTE DEL 1° MARESCIALLO GIOVANNI PEZZULO

Il Ministro della Difesa, Onorevole Arturo Parisi, a seguito del decesso in Afghanistan del Primo Maresciallo Giovanni Pezzulo e del ferimento di un secondo Sottufficiale, ha inviato al Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Generale di Corpo d'Armata Fabrizio Castagnetti, il seguente telegramma:
"LA NOTIZIA DELLA MORTE DEL 1° MARESCIALLO GIOVANNI PEZZULO, AVVENUTA QUESTA MATTINA IN AFGHANISTAN DURANTE UNO SCONTRO A FUOCO CON ELEMENTI OSTILI, MI HA PROFONDAMENTE COLPITO.NELLA DOLOROSA CIRCOSTANZA, LA PREGO DI ACCOGLIERE I SENTIMENTI DI SINCERO CORDOGLIO DELLE FORZE ARMATE E LA MIA SENTITA PERSONALE PARTECIPAZIONE AL GRAVE LUTTO CHE HA COLPITO L'ESERCITO.VOGLIA FAR PERVENIRE AL SOTTUFFICIALE RIMASTO FERITO NELL'AGGUATO GLI AUGURI DI PRONTA GUARIGIONE ED AI SUOI FAMIGLIARI LA MIA PARTICOLARE VICINANZA".
Il Ministro Parisi ha inoltre inviato alla moglie del 1° Maresciallo Pezzulo il seguente telegramma:
"UNITAMENTE A TUTTO IL PERSONALE DELLE FORZE ARMATE, CHE SI STRINGE A VOI IN QUESTO DOLOROSISSIMO MOMENTO, PARTECIPO CON PROFONDA COMMOZIONE AL GRAVE LUTTO CHE HA COLPITO LA SUA FAMIGLIA. IL SUO CONSORTE, GENEROSAMENTE IMPEGNATO IN UNA MISSIONE DI GRANDE VALORE UMANITARIO, RIMARRA' PER SEMPRE NEL RICORDO DI CHI CREDE NELLA PACE E NELLA SOLIDARIETA' TRA I POPOLI. VOGLIA ACCOGLIERE L'ESPRESSIONE DELLE PIU' SENTITE CONDOGLIANZE".

MILITARE CADUTO IN AFGHANISTAN: E' IL 1° MARESCIALLO GIOVANNI PEZZULO

Roma, 13 febbraio 2008. Nella mattina di oggi, è caduto il 1° Maresciallo Giovanni Pezzulo a causa di elementi armati ostili che hanno esploso alcuni colpi di arma da fuoco contro il personale del Contingente Nazionale. I soldati erano impegnati in attività di cooperazione civile e militare di sostegno sanitario della popolazione nei pressi del villaggio di Rudbar, nella Uzbeen Valley. A seguito dello scontro è rimasto leggermente ferito un altro militare.Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Generale di Corpo d'Armata Fabrizio Castagnetti e la Forza Armata tutta esprimono il più profondo cordoglio ai familiari del defunto e auguri di pronta guarigione al militare ferito.

MILITARE ITALIANO UCCISO IN COMBATTIMENTO VICINO KABUL

Un militare italiano è stato ucciso e un altro è rimasto ferito quando sono stati sparati dei colpi contro la loro Task Force, che era impegnata in un’attività di tipo sanitario a sostegno della popolazione, riferisce una nota dello Stato Maggiore della Difesa. "Nel pomeriggio di oggi alle ore 15:00 locali (11:30 ora italiana) nella valle di Uzeebin nei pressi della località di Rudbar, nella zona di responsabilità italiana a circa 60 km della capitale Kabul, militari italiani della Task Force Surobi, in attività di cooperazione civile e militare e sostegno sanitario alla popolazione, sono stati fatti segno di alcuni colpi di arma da fuoco portati da parte di elementi armati ostili a cui i militari italiani hanno risposto", dice la nota. "A seguito dello scontro è deceduto un militare italiano mentre un secondo risulta leggermente ferito", prosegue la nota, precisando che è in corso l’evacuazione medica presso l’ospedale militare francese a Camp Warehouse, a Kabul. Al momento non si hanno altri dettagli. "Il nostro militare era impegnato in una delle missioni caratteristiche che si fanno in Afghanistan, cioè quella di porre sotto controllo la ricostruzione della società civile", ha commentato il Presidente del Consiglio uscente, Romano Prodi, a margine di una commemorazione. "Purtroppo è stato colpito improvvisamente, proditoriamente, cioè non è stata una battaglia, è stato colpito mentre esercitava questa funzione. Siamo vicini alla sua famiglia e ai suoi cari", ha aggiunto Prodi, precisando che quella in Afghanistan "è una missione che abbiamo deciso di portare avanti perché ha un obiettivo di lungo periodo". L’Italia ha circa 2200 militari in Afghanistan tra la zona di Kabul e la Regione Ovest, entrambe sotto responsabilità italiana.

ATTIVITA' UMANITARIA DEL REGIONAL COMMAND WEST

Un team di dottori afgani coordinati dal Direttore del Dipartimento Sanitario Locale, Ghulam Sayed Rashed, ricevono all'Aeroporto di Herat, all'interno della base militare del Regional Command West, un importante carico di medicinali e materiali sanitari destinati agli ospedali cittadini. L'importante donazione (circa 1,5 t di medicinali, coperte e materassi per degenza ospedaliera) è giunta ad Herat nel primo pomeriggio su un aereo militare di ISAF C130J. Le operazioni di scarico attuate dal personale ISAF operante presso l'aeroporto militare di Herat ed il trasbordo su autocarri civili messi a disposizione dal dipartimento sanitario locale hanno consentito una celere consegna del materiale presso gli ospedali civili. Inoltre, un team di dottori dell'Esercito Nazionale Afgano supportati dallo staff medico del Comando Italo-Spagnolo di ISAF nell'Afghanistan Occidentale ha operato più di 200 visite nel villaggio rurale di Taryak, a circa 8 km da Herat.

martedì 12 febbraio 2008

PASSAGIO DI CONSEGNE ALLO STATO MAGGIORE DELLA DIFESA

Alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il Ministro della Difesa Arturo Parisi ha partecipato alla cerimonia per il passaggio di consegne nella carica di Capo di Stato Maggiore della Difesa, tra l’Ammiraglio Giampaolo Di Paola uscente e il Generale di Brigata Aerea Vincenzo Camporini subentrante. Alla manifestazione, che si è tenuta oggi presso la Caserma Salvo D’Acquisto, sede del Comando delle Unità Mobili e Specializzate Carabinieri Palidoro, erano presenti numerose autorità politiche, civili, religiose e militari.

PRECIPITA F16 DELL'AERONAUTICA MILITARE: SALVO IL PILOTA

Un caccia F16 italiano è precipitato nel mare trapanese, al largo della Sicilia. Il Pilota è stato tratto in salvo da una motovedetta delle Capitanerie di Porto. Si tratta del Maggiore Maurizio De Angelis, originario di Isernia e in servizio al 37° Stormo di Trapani. All'Aeronautica viene definito un pilota esperto. Poco dopo essere scattate la ricerche, De Angelis, che aveva azionato il sistema di espulsione dal velivolo ed era ammarato con il paracadute, è stato individuato da un elicottero dell'Aeronautica, appositamente equipaggiato per l'attività di ricerca e soccorso; quindi è stato raggiunto e prelevato da una motovedetta della Guardia costiera di Trapani.

martedì 5 febbraio 2008

KABUL: RICOSTRUITO PONTE DAL CONTINGENTE ISAF ITALIANO

È stato ripristinato, grazie agli Alpini ed ai Paracadutisti inquadrati nel Regional Command Capital di ISAF, un ponte pedonale sospeso lungo oltre 70 m che attraversa il fiume Kabul, pochi chilometri ad est della città. Il ponte era stato danneggiato mesi fa dal passaggio di autoveicoli che ne avevano reso inservibile il manto, impedendo ai villaggi situati sulla sponda opposta i collegamenti con la città. L’intervento dei militari italiani, avvenuto in coordinamento con le autorità di Surobi, è consistito nella ristrutturazione delle travi di sostegno e della pavimentazione in legno della struttura, realizzate con fondi del Ministero della Difesa italiano. I lavori, affidati dagli specialisti del CIMIC ad una ditta del posto, sono stati terminati in due settimane e sono culminati con la cerimonia di riapertura cui hanno partecipato i capi dei villaggi riuniti dal ponte. Grande la soddisfazione espressa dalle autorità locali ai militari italiani per la realizzazione di un’opera semplice che avrà tuttavia un notevole influsso benefico sull’economia della zona di Surobi, grazie ad un accesso diretto e più rapido ai mercati circostanti ed alla Capitale.

lunedì 4 febbraio 2008

PARTE IL PROGRAMMA ITALO-FRANCESE FREMM

Con la cerimonia di taglio della lamiera della prima fregata europea multi missione, avvenuto oggi 4 febbraio 2008 nello stabilimento Fincantieri di Riva Trigoso (Sestri Levante - Genova), prende avvio il programma di cooperazione italo-francese FREMM, la più importante iniziativa congiunta finora attivata tra industrie europee della difesa nel settore navale. L’unità sarà contraddistinta da elevata flessibilità d’impiego, presenterà una lunghezza di 139 m, una larghezza di 19,7 m e un dislocamento a pieno carico di circa 5900 t. Potrà raggiungere una velocità superiore ai 27 nodi e l’equipaggio sarà di 145 marinai. Le navi del programma FREMM rappresenteranno lo stato dell’arte della difesa italiana ed europea nel Mediterraneo e sostituiranno le fregate della classe “Maestrale”, costruite negli anni Settanta. L’iniziativa vede la partecipazione in qualità di prime contractor per l’Italia di Orizzonte Sistemi Navali (51% Fincantieri, 49% Finmeccanica) e per la Francia di Armaris (DCNS + Thales). Prevede la costruzione da parte delle rispettive industrie nazionali di 27 fregate di diversa configurazione per le due Marine, 17 per quella francese e 10 per quella italiana, con un impegno per le strutture produttive di Fincantieri che si proietta fino al 2020. Al programma italiano partecipa in misura rilevante Finmeccanica che, attraverso le sue industrie, fornisce il sistema di combattimento.

VELIVOLO C130 DELL'AERONAUTICA PRONTO AL DECOLLO PER EVACUARE GLI ITALIANI IN CIAD

Un aereo da trasporto C130J della 46^ Brigata dell'Aeronautica Militare viene mantenuto in queste ore in prontezza di decollo nel caso in cui ci fosse la necessità di organizzare un ponte aereo per l'evacuazione dei civili italiani che risiedono in Ciad. Qualora le operazioni lo richiedessero, la Forza Armata è in grado di approntare un altro velivolo dello stesso tipo per affiancarlo a quello eventualmente utilizzato nelle possibili operazioni di rimpatrio dei cittadini italiani che vivono nel paese africano. Allo Stato Maggiore della Difesa vengono seguiti "molto attentamente" in queste ore gli sviluppi della situazione in Ciad, dove venti militari italiani sono da alcuni giorni impegnati come avanguardia del contingente che prenderà parte alla missione dell'Unione Europea di assistenza ai profughi del Darfur. Al momento non sono state prese decisioni in merito all'ipotesi di una eventuale evacuazione per i soldati italiani. Ogni esposizione, viene precisato, sarà adottata di concerto con la Farnesina che sta seguendo di minuto in minuto l'evolversi della vicenda. Nell'ambito della missione europea in Ciad, i militari italiani sono incaricati di allestire e gestire un ospedale da campo per l'assistenza sanitaria ai profughi del Darfur. Del contingente faranno parte militari del Corpo della Sanità e specialisti delle Trasmissioni.

venerdì 1 febbraio 2008

ELICOTTERI DELLA MARINA SOCCORRONO BAMBINO AFGANO

Mercoledì 30 gennaio, elicotteri della Marina Militare hanno soccorso e trasportato all'ospedale di Baghram, circa 60 KM a nord ovest di Kabul, un bambino afgano.Gli elicotteri, due AB212 della Task Force Pantera dislocata nell'area di Kabul, durante una missione di ricognizione a seguito di una chiamata lanciata da un reparto statunitense che operava nell'area sono intervenuti in soccorso di un bambino rinvenuto per strada che presentava ferite profonde al corpo.Uno dei due elicotteri ha effettuato un atterraggio in una zona impervia: prelevato il bambino e successivamente trasportato in ospedale per ricevere le prime cure.Grazie alla tempestività dell'intervento del nostro elicottero, si è potuto così evitare il peggioramento delle condizioni di salute del bambino.

PARTE L'ESERCITAZIONE MEDAL 08

Sono partiti da Taranto il Rifornitore di Squadra Etna ed il Pattugliatore Comandante Borsini per svolgere la campagna navale denominata Medal 08. La Medal 08 vedrà dislocate le due navi per un periodo di quattro mesi circa nel Mar Rosso, nell’Oceano Indiano e nel Golfo Persico. L’attività del reparto navale mira a rafforzare la cooperazione con le marine dei paesi visitati, svolgere attività di presenza e sorveglianza marittima nelle aree di interesse, quale il Corno d’Africa, a tutela della marittimità nazionale, sostenere l’industria nazionale della difesa e concorrere a rendere visibile l’attività diplomatica all’estero del Paese. Nel corso della dislocazione fuori area le unità navali parteciperanno al salone internazionale della difesa, DIMDEX 2008, che si tiene a Doha, Qatar, dal 17 al 19 marzo 2008. La cerimonia di partenza ha avuto luogo a bordo di Nave Etna, ha visto la presenza del Comandante in Capo della Squadra Navale, Ammiraglio di Squadra Giuseppe Lertora e le Autorità civili e militari del luogo. Il reparto navale di 340 persone circa, è posto al comando del Capitano di Vascello Giorgio Gomma, Comandante di Nave Etna.

mercoledì 30 gennaio 2008

DI PAOLA IN VISITA IN AFGHANISTAN

Si è tenuta nella giornata di ieri la visita ai militari italiani del Contingente italiano a Kabul da parte del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Giampaolo Di Paola, accompagnato dal Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze , Generale di Corpo d'Armata Mauro Del Vecchio. L'Ammiraglio Di Paola ha incontrato a Camp Invicta il Generale Federico Bonato, Comandante del Regional Command Capital di ISAF, ed i militari di ITALFOR XVII comandati dal Colonnello Michele Risi, ai quali ha espresso propria soddisfazione per l'impegno quotidiano dimostrato sul fronte della sicurezza e dello sviluppo.

CIAD: NUOVA MISSIONE EUROPEA CON MILITARI ITALIANI

Sono già in Ciad circa venti militari italiani del Corpo di Sanità che contribuiscono alla missione europea, varata ieri, per l'assistenza ai profughi del Darfur. Lo confermano fonti dello Stato Maggiore della Difesa. I venti militari, viene sottolineato, costituiscono l'advanced party, cioé l'avanguardia, del contingente vero e proprio: in tutto dovrebbe trattarsi di un centinaio di uomini cui sarà affidata la gestione di un ospedale da campo a N'djamena, la capitale del Ciad. I militari italiani hanno già cominciato ad allestirlo. L'Italia fornirà anche un plotone delle Trasmissioni. La missione europea in Ciad e Centroafrica varata ieri dai ministri degli esteri della Ue sulla base della risoluzione 1778 delle Nazioni Unite sarà composta da circa 3.700 militari di 14 Paesi. La parte del leone la farà la Francia, che fornirà tra i 2.000 e 2.100 uomini. Altri contributi significativi anche da Olanda, Polonia, Svezia, Austria e Irlanda.

sabato 26 gennaio 2008

MORTI TRE MILITARI ITALIANI IN LICENZA DAL LIBANO

L'Operazione Leonte ha i primi suoi tre caduti. Si tratta del Tenente Stefano Brocoloni, del Sergente Carmine Genovese e del Caporalmaggiore Luigi Squeo. I tre militari erano appena rientrati in Italia per una breve licenza di dieci giorni, quando la loro auto, sull'autostrada A14 in direzione di Bari, si è scontrata con un camion parcheggiato in una piazzola di sosta. Partiti alla volta del Medio Oriente a metà ottobre 2007, i tre erano rientrati in Italia, in aereo, per trascorrere una licenza di una decina di giorni in Puglia. Appena sbarcati all'aeroporto di Trieste-Ronchi dei Legionari (Gorizia) avevano noleggiato la Renault Megane per raggiungere direttamente le località di origine, senza passare per la caserma.
Il Tenente Stefano Brocolini, di 25 anni, nato e residente a Trani, in provincia di Bari, che era alla guida della vettura, era arrivato in Friuli circa un anno fa e aveva mantenuto il domicilio all'interno della caserma maniaghese. Celibe, aveva una sorella, anch'essa Ufficiale dell'Esercito, attualmente impegnata in un corso di specializzazione negli Stati Uniti.Il Sergente Carmine Genovese, 31 anni, nato a Bari e residente a Valenzano, era giunto alla Baldassarre da alcuni mesi e aveva eletto domicilio a Fanna, in provincia di Pordenone, a pochi chilometri dal luogo di lavoro. Celibe, proveniva da Torino e aveva alle spalle già altre importanti missioni internazionali.Il Caporalmaggiore Luigi Squeo, 27 anni, nato negli USA e residente a Molfetta, in provincia di Bari, era un volontario in ferma prolungata. Celibe, domiciliato in caserma, abitava a Maniago già da alcuni anni.

IL MINISTRO DELLA DIFESA PARISI IN VISITA IN TURCHIA

Il Ministro della Difesa Arturo Parisi, giunto il 15 gennaio ad Ankara in visita ufficiale, ha incontrato il collega Mehmet Vecdi Gonul, con il quale si è intrattenuto in cordiale colloquio. I Ministri, nel corso dell’incontro, hanno fatto stato delle eccellenti relazioni bilaterali tra Italia e Turchia, fondate su uno storico legame di profonda amicizia. Parisi e Gonul, nel passare in rassegna i principali temi dell’attualità internazionale, hanno potuto constatare identità di vedute sui dossier in esame. In tale contesto, hanno inoltre condiviso l’aspettativa di consolidare ulteriormente il rapporto strategico e privilegiato che intercorre tra Italia e Turchia, "Paese, ha affermato il ministro Parisi, che svolge una rilevante funzione in favore della stabilità internazionale". Hanno quindi esaminato la situazione delle principali situazioni di crisi, con particolare riferimento a quelle che vedono congiuntamente impegnate le Forze Armate di Italia e Turchia. Hanno confermato la ferma volontà dei rispettivi Governi di continuare a contribuire alla stabilizzazione di tali aree, nel più ampio quadro delle iniziative della comunità internazionale. Parisi e Gonul hanno anche espresso piena soddisfazione per gli eccellenti rapporti di collaborazione tra le rispettive forze armate, consolidati dalla comune presenza in missioni a guida Onu, Unione Europea e Nato in diversi Teatri: Balcani, Mediterraneo, Afghanistan, Medio Oriente. I Ministri si sono in particolare soffermati sulla situazione nei Balcani e in Afghanistan, dove, tra l’altro, Contingenti Militari dei due Paesi operano congiuntamente in missioni guidate dalla NATO e dall'Unione Europea. Circa i Balcani, hanno convenuto sull’esigenza di assicurare un futuro di stabilità e di sviluppo a tutti i Paesi dell’area e hanno anche condiviso l’esigenza che la NATO, con il sostegno di tutti gli Alleati, mantenga in Kosovo capacità operative in grado di reagire ad ogni forma di violenza, da qualunque parte essa provenga, garantendo così un ambiente sicuro e la tutela delle minoranze, premessa indispensabile per qualunque prospettiva di crescita economica e sociale. Riguardo all’Afghanistan, dove recentemente l’Italia ha assunto, rilevandolo dalla Turchia, il comando della regione della Capitale, i Ministri hanno espresso l’esigenza di mantenere la presenza militare internazionale in un contesto di misure che favoriscano la ricostruzione civile ed una graduale assunzione di responsabilità nel controllo del territorio da parte delle forze di sicurezza afgane. I Ministri hanno anche esaminato lo stato della collaborazione bilaterale nel settore dell’industria per la difesa. In proposito, è stata ribadita la comune volontà, espressa in occasione dell’incontro di Roma nello scorso mese di novembre, di sviluppare ulteriormente la cooperazione in termini di una vera e propria alleanza industriale, che tragga vantaggio dalle eccellenze del comparto italiano e da un approccio orientato alla collaborazione con le realtà produttive della Turchia.

venerdì 25 gennaio 2008

ATTIVITA' MEDICA DEL REGIONAL COMMAND WEST

Un team misto, del 207° Corpo d’Armata dell’Esercito Afgano e del Regional Command West, a guida italiana, si è recato nel villaggio di Bagh E Nazargah (Provincia di Herat) per portare assistenza medica alla popolazione locale alleviando le sofferenze dovute al rigoroso inverno. Una volta sistemato il campo e creato un cordone di sicurezza, la gente del villaggio ha cominciato ad affluire per usufruire delle cure dei medici dell’Esercito Afgano e ISAF. Sul posto quattro dottori afgani e una dottoressa italiana del Provincial Reconstruction Team di Herat, hanno visitato 42 uomini, 64 donne e 84 bambini. La maggior parte delle patologie riscontrate vanno dai disturbi gastro-intestinali, problemi respiratori, alle orecchie ed al naso, alle artriti e mali stagionali. In una tenda separata, nel frattempo, venivano consegnati all’anziano del villaggio gli aiuti umanitari (olio, fagioli e riso) portati al seguito. Gli anziani hanno espresso gratitudine per quanto fatto e apprezzamento per come la fattiva collaborazione tra l’Esercito Afgano e ISAF produca tangibili risultati nel soccorso alla popolazione. Questa attività fa parte di un più ampio piano sviluppato da ISAF per aiutare le popolazioni locali con ogni mezzo e capacità ad affrontare le difficoltà dovute all'inverno.

ATTIVITA' DEL REGIONAL COMMAND WEST NELL'AFGHANISTAN OCCIDENTALE

Negli ultimi giorni il Regional Command West a guida italiana ha pianificato e condotto operazioni aeree volte a distribuire aiuti umanitari effettuando aviolanci su villaggi isolati nel Distretto di Ghoryan e di Farsi (Provincia di Herat). A causa delle basse temperature e delle copiose nevicate delle scorse settimane gli abitanti di alcuni villaggi stanno vivendo difficoltà estreme in termini di possibilità di approvvigionamento di cibo, movimento e condizioni di salute. Il Regional Command West dopo aver ricevuto dalle autorità locali le informazioni sulla posizioni dei villaggi più colpiti dagli effetti del clima, ha effettuato una stima della situazione per pianificare il modo migliore e più veloce per raggiungere l’area ed effettuare le distribuzioni. Le operazioni sono state condotte con il supporto del 207° Corpo d’Armata dell’Esercito Afgano che opera nel Distretto di Ghoryan con unità di terra che sono state inviate sul luogo in stretto coordinamento con il personale dell’UNAMA (United Nations Assistance Mission in Afghanistan) e dell’OMLT (Operational Mentoring and Liaison Team, Team di collegamento con l’Esercito Afgano):
§ Il primo aviolancio di aiuti umanitari, per un totale di 1,5 t di beni in cibo e vestiario, è stato effettuato il 16 di gennaio nel villaggio di Aft Chan, nel Distretto di Ghoryan, con elicotteri decollati dalla base di Herat. Sul posto personale dell’Esercito Afgano ha assicurato la sicurezza dell’area e del recapito dei beni alla popolazione locale.
§ Il 17 gennaio è stata la volta dei villaggi di Cah Zard, Du Cahi e Cah I Du Beradar, nello stesso Distretto. Gli elicotteri italiani e spagnoli hanno distribuito aiuti per un totale di 8 t, mentre forze terrestri miste, ISAF ed Esercito Afgano, controllavano e rendevano sicure le zone di atterraggio nei pressi dei villaggi.
§ Il 19 gennaio sono state effettuate due missioni; la prima interamente italiana con un elicottero che ha portato 4 t di aiuti ai villaggi di Abp Ps e Rabaturk nel distretto di Ghorian mentre la seconda mista italo-spagnola ha distribuito altre 4 t di materiale nel distretto di Farsi che è caratterizzato da quote particolarmente elevate e quindi praticamente impossibile da raggiungere via terra.
§ Il 20 gennaio un elicottero italiano è tornato nuovamente nel distretto di Ghorian ed in particolare nei villaggi di Chah Daraz e Kismarun per distribuire ulteriori 4 t di aiuti umanitari.
In quattro giorni di intensa attività e in dodici ore e mezza di volo totali sono state distribuite quasi 22 t di aiuti umanitari a favore della popolazione, isolata a causa della neve e dal gelo, popolazione che ha così potuto sperare nuovamente di sopravvivere all’inverno più rigido degli ultimi trenta anni in questa parte dell’Afghanistan. Gli anziani dei villaggi hanno ringraziato per gli sforzi che ISAF sta facendo con il supporto dell’Esercito Afgano nell’alleviare le sofferenze che l’inverno afgano comporta. Queste attività fanno parte di un più ampio piano umanitario che ISAF sta conducendo in tutto l’Afghanistan per contrastare il drastico calo di qualità della vita della popolazione a causa dell’inverno rigoroso e delle cattive condizioni climatiche.